Limiti Pfas nelle acque potabili: Pozzolo, Novi e Frugarolo sopra la soglia
ALESSANDRIA - Dal 13 luglio è entrata in vigore la nuova normativa nazionale che abbassa il limite consentito per la somma…
NOVI LIGURE – PFAS, la corsa per riportare l’acqua potabile nei limiti: filtri a carbone attivo e miscelazione dell’acqua. Il sindaco: “Interventi mirati e monitoraggi continui. Il tema va affrontato e lo stiamo facendo”.
L’installazione di filtri a carbone attivo e la successiva miscelazione dell’acqua con quella proveniente dall’acquedotto della Val Borbera sono i due interventi sui quali punta il Gestore del servizio idrico che, insieme al Comune di Novi Ligure nella persona del sindaco Rocchino Muliere, sta lavorando per riportare entro i limiti la presenza di Pfas rilevata in alcuni punti della rete.
Limiti Pfas nelle acque potabili: Pozzolo, Novi e Frugarolo sopra la soglia
ALESSANDRIA - Dal 13 luglio è entrata in vigore la nuova normativa nazionale che abbassa il limite consentito per la somma…
Il tema è emerso dopo l’entrata in vigore, il 13 luglio, della nuova normativa nazionale che introduce il limite sulla somma di quattro Pfas nelle acque destinate al consumo umano. Proprio in seguito all’applicazione delle nuove soglie, alcuni Comuni dell’Alessandrino sono risultati oltre i valori consentiti. Come già comunicato, Novi Ligure, Pozzolo Formigaro e Frugarolo.
«Nei prossimi giorni il gestore del servizio idrico procederà all’installazione dei filtri a carboni attivi – spiega il sindaco di Novi Ligure –. Confidiamo che questo intervento, insieme alla successiva miscelazione dell’acqua con quella proveniente dall’acquedotto della Val Borbera, risolva il problema come è già accaduto in altri paesi. Sia nell’immediato sia in prospettiva».
Il primo cittadino ricorda inoltre che alcune zone della città, come la collina e l’ospedale, sono già alimentate da una diversa rete acquedottistica, quella diretta verso la Lomellina, e quindi non risentono della stessa situazione.
Le misure, come spiega Muliere, sono state illustrate ieri alla Regione Piemonte, al termine di un incontro con l’Asl e gli altri soggetti coinvolti. «Il tema va affrontato con la massima attenzione e lo stiamo facendo – aggiunge il sindaco –. Oltre agli interventi strutturali, proseguiremo con un monitoraggio costante della qualità dell’acqua per verificare l’efficacia delle azioni intraprese».
Sull’origine dell’anomalia, al momento non ci sono certezze. Le valutazioni dei tecnici restano infatti nell’ambito delle ipotesi. Tra quelle prese in considerazione vi è la possibilità che le recenti bombe d’acqua e i conseguenti fenomeni di dilavamento abbiano determinato un innalzamento temporaneo delle concentrazioni di quei determinati Pfas nelle acque superficiali, poi confluite nel sistema di approvvigionamento. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione che dovrà essere verificata attraverso ulteriori analisi e controlli.