Alessandria: pochi spazi e costi onerosi, a volte diventa difficile fare sport
Ci sono società sportive, soprattutto quelle impegnate nell’attività giovanile, che fanno i conti con la carenza di spazi e con i costi delle palestre. Il Comune punta ad ampliare l’offerta e chiede tariffe accessibili per gli impianti provinciali. La Provincia: «Prezzi fermi dal 2022, sosteniamo già una parte dei costi»
ALESSANDRIA – Palestre, tra pochi spazi e costi: ci sono società sportive che faticano a trovare un posto dove allenarsi.
Le associazioni, soprattutto alcune di quelle con giovani leve, devono fare i conti con la disponibilità – al momento – limitata degli impianti e con tariffe non sempre sostenibili. Il Comune punta ad ampliare l’offerta e chiede costi accessibili per le palestre provinciali. La Provincia: «Tariffe ferme dal 2022, copriamo già una parte significativa dei costi».
Trovare una palestra dove allenarsi, soprattutto per le società sportive che lavorano con bambini e ragazzi, non è sempre semplice. Gli spazi a disposizione non sono molti, le richieste sono numerose e, in alcuni casi, al problema della disponibilità si aggiunge quello dei costi per l’utilizzo degli impianti.
È una situazione con cui diverse Associazioni Sportive Dilettantistiche devono confrontarsi nella programmazione della propria attività. E l’estate, a campionati finiti, diventa un terreno di prova. Le palestre comunali disponibili devono far fronte alle crescenti domande, anche se Palazzo Rosso sta lavorando per ampliare progressivamente l’offerta. Ci sarebbero poi le palestre degli istituti superiori, di competenza della Provincia, che potrebbero rappresentare una valvola di sfogo importante. Per alcune società, però, le tariffe richieste risultano difficili da sostenere.
“Ottimizzare la gestione”
“In questi anni come Amministrazione abbiamo lavorato per ottimizzare la gestione degli impianti – spiega l’assessora allo sport Vittoria Oneto – programmando al tempo stesso la realizzazione di nuove strutture per ampliare l’offerta a favore delle società. Quest’anno, grazie alla cosiddetta Legge Berruto, possiamo contare su strumenti e sostegni importanti per fare un ulteriore salto di qualità”.
“Servono costi adeguati”
“La nostra visione per i prossimi anni guarda a un’offerta in crescita – precisa l’assessora – Abbiamo già programmato risposte concrete, come il nuovo spazio polifunzionale che nascerà con la realizzazione della nuova piscina comunale e il nuovo spazio a Spinetta Marengo. A questi si aggiungono gli interventi di riqualificazione su alcune palestre scolastiche, che ci permetteranno di ampliare ulteriormente e rendere più efficiente la dotazione a disposizione delle società.
Continueremo a stare al fianco delle nostre ASD, che rappresentano un presidio sociale ed educativo insostituibile, lavorando per garantire impianti adeguati e condizioni economiche realmente accessibili”.
Le palestre della provincia
Dalla Provincia arriva però una precisazione sul tema delle tariffe. Il presidente, Luigi Benzi, ricorda innanzitutto che i prezzi attualmente applicati non sono stati introdotti dall’attuale amministrazione: «Il regolamento con le tariffe è stato fatto nel 2022 e noi non lo abbiamo toccato. Sono provvedimenti che abbiamo ereditato».
La Provincia riconosce che esiste una differenza rispetto ad altri territori provinciali, nell’ordine di alcuni euro all’ora, ma richiama anche la propria situazione finanziaria. «Siamo leggermente più cari, ma siamo anche in disavanzo e in piano di riequilibrio», spiega. Inoltre, spiega, si sta parlando di un servizio aggiuntivo, “la Provincia non è più un ente di primo livello che può fare certe scelte, i conti devono essere a posto”. E quanto versato dalle società non copre l’intero costo sostenuto dall’ente per mettere a disposizione gli impianti. «La Provincia ne mette almeno altrettanti all’ora», osserva il presidente, ricordando che sulle strutture pesano manutenzioni, gestione e tutte le altre spese necessarie al loro funzionamento.
Domanda e disponibilità
Il problema per il mondo sportivo rimane così molto concreto: mettere insieme domanda e disponibilità. Da una parte ci sono società, spesso impegnate nell’attività giovanile, che hanno bisogno di ore e di spazi senza sostenere costi eccessivi. Dall’altra gli enti proprietari devono affrontare le spese necessarie per mantenere e gestire gli impianti.
L’ampliamento delle strutture comunali potrà alleggerire progressivamente la pressione, ma nell’immediato anche la possibilità di utilizzare maggiormente le palestre provinciali potrebbe rappresentare una parte importante della risposta. La sfida è trovare un equilibrio tra sostenibilità economica degli impianti e accessibilità per le associazioni, perché una palestra disponibile sulla carta diventa davvero uno spazio per lo sport soltanto quando le società possono permettersi di utilizzarla.
Investire in impianti sportivi significa investire sui giovani: sono spazi dove si incontrano, si confrontano e imparano, oltre alla tecnica, il valore della comunità.