Casa agricola nella natura di Trisobbio: il sogno di Susanna e Michele prende forma
Sullo sfondo il piccolo allevamento di mucche e capre creato in questi mesi. All’orizzonte il caseificio destinato a prendere forma
TRISOBBIO – Il loro sogno di aprire una casa agricola lo hanno inseguito con pervicacia e ostinazione Susanna Ghisoni e Michele Bonicelli. Il fine settimana di Ferragosto segna ufficialmente l’apertura della Casa agricola “Le lune”, una realtà nuova collocata tra le colline che collegano Trisobbio con Rivalta. I due giovani (28 anni) volevano restituire vita all’agriturismo Boero. Ci sono riusciti trovando un passaggio stretto nel labirinto di norme e cavilli che per qualche anno ha impedito di trovare una soluzione. La casa agricola “Le lune” ha aperto la settimana scorsa. Sullo sfondo il piccolo allevamento di mucche e capre creato in questi mesi. All’orizzonte il caseificio destinato a prendere forma. E nel week end di Ferragosto aprirà anche il ristorante.
«Seguire i ritmi della natura – racconta lei – rende tutto più semplice». Lo scenario è quello di un incantevole belvedere affacciato sul borgo di Trisobbio. Uno scenario unico che molti visitatori in arrivo dal nord Europa già conoscono e apprezzano. Riconnettersi a una vita con ritmi diversi può essere importante per chi tutti i giorni fa i conti con le imposizioni della città. «Il vecchio agriturismo – racconta Bonicelli – era aperto 20 anni fa. Le nuove regole avrebbero imposto lo stravolgimento del corpo centrale della cascina oltreché un investimento molto pesante. La soluzione che abbiamo individuato è quella dell’ospitalità famigliare rurale che permette ai coltivatori di ampliare il raggio delle loro attività e inserire l’accoglienza».
A bloccare la rinascita dell’agriturismo era l’impossibilità di realizzare una cucina professionale. Le norme in vigore non sono compatibili con gli spazi delle cascine in cui vivevano bisnonni e nonni all’inizio del XX Secolo. La visione della cascina agricola sarà quella di far sentire gli ospiti come se fossero a casa.
Soluzione definitiva
La casa agricola comprende una piccola stalla che ad oggi ospita sei mucche e una decina di capre da latte. Nello spazio accanto c’è l’orto che segue con rigore il susseguirsi delle stagioni. E poi alberi da frutta: fichi, mele e pere non perfetti da dagli aromi e dai profumi intensi. La struttura principale ha dieci posti letto. «Mi sono formato – prosegue Bonicelli – con due anni in un Istituto Tecnico Superiore dedicato all’allevamento. Entrambi abbiamo fatto periodo di lavoro in cambio di vitto e alloggio che hanno ampliato la nostra esperienza». «Entrambi – aggiunge Ghisoni – vediamo dalla campagna. A Trisobbio siamo capitati per caso cercando una cascina dover poter mettere radici. Questo è il posto in cui vogliamo stare».
Le giornate sono scandite dai lavori. Lo strumento che li sta aiutando a farsi conoscere è la piattaforma web Woofing che collega contadini e allevatori a turisti che vogliono fare un’esperienza vera nella natura. «Ci rivolgiamo – spiega la coppia – a due tipi di turisti. Abbiamo stranieri che apprezzano questo territorio per la sua semplicità. Gli italiani sono giovani fra i trenta e quarant’anni: hanno lavori comuni in aree metropolitane. Il contatto con la natura diventa un’occasione per riscoprirsi e vedere che un altro stile di vita è possibile».
La colazione organizzata per l’1 e 2 agosto prevedeva i pancakes prodotti con le uova delle galline in cascina, la frittata contadina con i pomodori e le erbette dell’orto. E ancora i frollini preparati in casa, il succo di pesca delle piante accanto all’orto. La semplicità diventa un valore aggiunto.
Anche il ristorante proverà a mantenere la stessa filosofia. «I libri ci dicono come mangiavano i nostri avi. Noi non vogliamo tornare al medioevo ma proporremo qualche ricetta un tempo in voga ed ora dimenticata». Un esempio? Il tartrà, un budino tipico della cucina piemontese. «Si tratta – spiega Ghisoni – di un antico budino salato in voga nelle cascine in particolare nei periodi invernali. Viene preparato con uova e latte intero. Bisogna aggiungere erbe aromatiche e parmigiano. All’epoca non era una preparazione che tutte le famiglie potevano permettersi».