Valle Bormida, ridare vita alle piccole stazioni
Società
Gian Luca Ferrise  
16 Agosto 2026
ore
16:47 Logo Newsguard
L’idea

Valle Bormida, ridare vita alle piccole stazioni

Tredici stazioni in attesa di un riutilizzo sociale

Acqui Terme – Dopo il successo riscontrato per le celebrazioni dei cinquant’anni dalla fine ufficiale della trazione elettrica trifase a corrente alternata che si sono tenute lo scorso 25 maggio nella stazione ferroviaria della città termale, riemerge il problema del riutilizzo delle piccole stazioni non più presenziate in Valle Bormida.

 

Le stazioni non più presidiate

Attualmente le stazioni non più presenziate della tratta piemontese della linea Acqui Terme – San Giuseppe di Cairo, sono Cantalupo, Borgoratto, Gamalero, Sezzadio, Cassine, Strevi, Terzo, Bistagno, Ponti, Montechiaro d’Acqui; Mombaldone, Spigno Monferrato e Merana.

 

Il treno non fa più fermate

In alcune di queste, come ad esempio Cantalupo e Sezzadio il treno non effettua servizi passeggeri e se si ferma è per dare solamente la precedenza ad altri convogli che arrivano dal senso opposto di marcia.

 

Cosa fare

L’idea e quella di riutilizzare i locali non occupati dai sistemi tecnologici che assicurano la marcia dei treni in assenza di personale, per attività sociali come prevedeva un bando di Rete ferroviaria italiana.

 

La chiusura delle piccole stazioni

L’introduzione di tecnologie innovative ha consentito di razionalizzare la presenza di personale ferroviario nelle stazioni. Un processo di ottimizzazione organizzativa che ha reso disponibili numerosi spazi dei fabbricati viaggiatori, precedentemente impiegati per attività tecniche, generando le cosiddette “Stazioni Impresenziate”: stazioni ancora attive dal punto di vista dell’operatività ferroviaria ma prive di personale.

 

L’impegno di Rete ferroviaria italiana

In Italia sono stati già concretizzati numerosi progetti per il riuso a fine sociali delle stazioni impresenziate. In alcuni casi grazie alla collaborazione di Comuni e associazioni del terzo settore, le piccole stazioni hanno ripreso a vivere diventato luoghi di aggregazione. Congiuntamente alla Capogruppo FS Italiane, Rete ferroviaria italiana ha firmato diversi accordi con le Amministrazioni locali e 5 protocolli di intesa, con Associazione Italiana Turismo Responsabile, Centro Servizi Volontariato, LegAmbiente, Lega Cooperative Sociali, Fondazione Italia Camp.

 

Protocollo d’intesa con Banca Etica

Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha inoltre firmato un protocollo di intesa con Banca Etica che, attraverso bandi dedicati sul proprio network di crowdfunding, favorirà la raccolta fondi per sostenere i progetti di riqualificazione sociale degli immobili ferroviari, promuovendo eventi culturali per presentare progetti e offrendo servizi creditizi e bancari integrati.

 

I dati del riutilizzo

A dicembre 2023 risultano vigenti 1.549 contratti di comodato, con i quali sono stati messi a disposizione del sociale circa 2.986.324 metri quadrati di cui circa 162.344 riferiti a fabbricati di stazione e circa 2.823.980 metri quadrati riferiti a terreni – questi includono anche parcheggi a servizio della cittadinanza e della clientela ferroviaria.

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