Mona, dal Libano ad Alessandria pesando appena 4 chili: ora sta meglio e cresce
La bambina era arrivata a febbraio all’Ospedale Infantile “Cesare Arrigo” con una grave insufficienza intestinale. Dopo due interventi e meno di quattro mesi di ricovero è stata dimessa: oggi pesa 9,5 chili. Un percorso ad alta complessità reso possibile da una rete sanitaria e di solidarietà
ALESSANDRIA – Quando è arrivata ad Alessandria aveva un anno e due mesi, pesava poco più di quattro chili e le sue condizioni erano estremamente fragili. Oggi Mona pesa 9,5 chili, sta meglio ed è stata dimessa dopo meno di quattro mesi trascorsi all’Ospedale Infantile “Cesare Arrigo” dell’Irccs Aou di Alessandria.
È la nuova fase di una storia cominciata nel febbraio 2026 con un viaggio dal Libano ad Alessandria, reso possibile da una rete di associazioni, volontari, professionisti e istituzioni.
La piccola era affetta da una grave insufficienza intestinale che le impediva di alimentarsi efficacemente. E sottoposta quindi ad Alessandria a un percorso clinico e chirurgico ad alta complessità, con una presa in carico multidisciplinare.
Il viaggio dal Libano e l’arrivo al “Cesare Arrigo”
La missione umanitaria voleva per offrire alla bambina una possibilità di cura. Impegnati Associazione Ana Moise di Aosta, Fondazione Uspidalet, Sga-Odv (Second Generation Aid) e Croce Rossa Italiana di Alessandria, che aveva accompagnato Mona dall’aeroporto all’Infantile.
Il progetto ha ricevuto anche il sostegno della Presidenza e dell’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte.
Fin dall’arrivo, Mona presa in carico dalla Chirurgia Pediatrica diretta da Alessio Pini Prato, direttore anche del Dipartimento Pediatrico e Ostetrico. Nel Paese d’origine la bambina aveva già affrontato diversi interventi chirurgici per un sospetto di Malattia di Hirschsprung, patologia congenita in grado di compromettere seriamente la motilità dell’intestino.
Due interventi chirurgici
La priorità ad Alessandria è stata inizialmente quella di assicurare a Mona un adeguato apporto nutrizionale. È stato quindi impiantato un catetere venoso centrale, anche in preparazione di un successivo intervento chirurgico.
Due settimane dopo il ricovero è stata sottoposta a un’esplorazione addominale, al riconfezionamento dell’ileostomia, al confezionamento di una gastrostomia e al mappaggio bioptico intestinale.
Gli approfondimenti istologici hanno successivamente escluso la Malattia di Hirschsprung e altre anomalie intestinali di rilievo.
Il decorso post-operatorio è stato regolare e Mona ha progressivamente potuto iniziare la nutrizione enterale e orale.
A maggio il secondo intervento, poi la svolta
Nel maggio 2026 è arrivato il secondo intervento, eseguito per migliorare il funzionamento dell’intestino e favorire il recupero della capacità di alimentarsi.
I risultati hanno permesso di sospendere completamente la nutrizione parenterale, cioè quella somministrata per via venosa. Da quel momento la bambina ha iniziato ad aumentare costantemente di peso.
«Mona è arrivata ad Alessandria con un peso di poco superiore ai 4 chili e un’insufficienza intestinale che non le consentiva di nutrirsi efficacemente», spiega Alessio Pini Prato.
Il chirurgo sottolinea soprattutto come il risultato non sia dipeso da un singolo intervento: «La sua evoluzione clinica non è stata il risultato di un singolo gesto, ma di un percorso costruito passo dopo passo».
Da 4 a 9,5 chili
Il dato racconta in maniera immediata il cambiamento: dai poco più di quattro chili del ricovero ai 9,5 raggiunti oggi.
Durante la permanenza al “Cesare Arrigo”, infatti, l’assistenza non si è limitata alla chirurgia. Un team multidisciplinare ha seguito gli aspetti nutrizionali, assistenziali e il recupero complessivo della bambina.
Per Antonio Maconi, Commissario straordinario per il riconoscimento dell’Irccs Aou Al, la vicenda dimostra il valore di una struttura capace di integrare «competenze cliniche, chirurgiche, assistenziali, organizzative e scientifiche attorno ai bisogni di un bambino fragile».
Anche il direttore sanitario Luciano Bernini evidenzia la capacità dell’Ospedale Infantile di prendere in carico casi pediatrici complessi provenienti da contesti internazionali, attraverso competenze specialistiche e un’assistenza multidisciplinare.
«La più bella conclusione»
Sulla storia di Mona intervengono anche il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
«Quando Mona è arrivata ad Alessandria lo scorso febbraio avevamo parlato di una grande rete di solidarietà capace di offrirle un’opportunità di cura e di speranza», ricordano.
Ora la notizia delle sue condizioni, della dimissione e della ripresa della crescita rappresenta per Cirio e Riboldi «la più bella conclusione che potessimo immaginare per questa storia».
Il ringraziamento della Regione va ai medici, agli infermieri e a tutti i professionisti che hanno seguito Mona, ma anche alle associazioni e ai volontari che hanno permesso il suo trasferimento in Italia. Una rete che ha accompagnato una bambina arrivata ad Alessandria in condizioni di estrema fragilità fino a un traguardo fondamentale: tornare ad alimentarsi e, soprattutto, tornare a crescere.