Console russo, la Società Storica del Novese replica al Comune: «Nessuna propaganda»
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21 Agosto 2026
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Il caso

Console russo, la Società Storica del Novese replica al Comune: «Nessuna propaganda»

Dopo la presa di distanza del sindaco Muliere e dell’assessore Moro dalle dichiarazioni attribuite al diplomatico Kirill Ignatov durante la mostra sulla battaglia di Novi, arriva la risposta del presidente Enzo De Cicco: «Quelle locuzioni non sono state usate»

NOVI LIGURE – Non si chiude la polemica nata dopo l’inaugurazione, lo scorso 13 agosto, della mostra dedicata alla battaglia di Novi del 1799. Dopo la presa di distanza dell’Amministrazione comunale dalle dichiarazioni attribuite al console generale della Federazione Russa Kirill Ignatov, arriva la replica della Società Storica del Novese.

In una lettera indirizzata al sindaco Rocchino Muliere e all’assessore alla Cultura Stefano Moro, il presidente della Società Storica, Enzo De Cicco, respinge l’ipotesi che l’iniziativa culturale sia stata utilizzata come occasione di propaganda politica.

L’associazione ricorda innanzitutto di non avere «connotazioni politiche né partitiche di riferimento». E ribadisce che il proprio obiettivo è esclusivamente quello di divulgare la storia di Novi Ligure.

La polemica dopo l’inaugurazione

Il caso era esploso dopo l’inaugurazione della mostra dedicata alla Campagna d’Italia del generale Aleksandr Suvorov. Il Comune aveva formalmente preso le distanze dalle dichiarazioni attribuite al console russo. Giudicando inaccettabile che una sede culturale cittadina potesse diventare «cassa di risonanza» per esternazioni politiche e propagandistiche legate anche all’attuale scenario geopolitico.

L’Amministrazione aveva inoltre ribadito la propria posizione, coincidente con quella ufficiale italiana, rispetto all’aggressione russa all’Ucraina. Chiedendo quindi per il futuro una rigorosa separazione tra rievocazione storica e propaganda politica.

La Società Storica del Novese, però, contesta la ricostruzione alla base della presa di posizione.

«Quelle parole non sono state pronunciate»

È questo il passaggio centrale della risposta. Secondo la Società Storica, il rappresentante russo intervenuto all’inaugurazione «non ha affatto utilizzato i termini» citati dal Comune.

In particolare, sostiene l’associazione, non ci sarebbero state «critiche rivolte al cosiddetto Occidente collettivo» né «particolari allusioni unilaterali alla situazione geopolitica attuale». «Queste locuzioni non sono state usate», puntualizza la lettera.

La Società Storica respinge quindi l’accusa che il museo sia diventato una sede per «esternazioni di natura politica e propagandistica». Sottolineando che un’associazione culturale non può essere ritenuta responsabile delle eventuali dichiarazioni rese da chi visita i suoi spazi.

«Non sappiamo da dove provengano quelle frasi»

La replica si fa più netta quando affronta l’origine delle dichiarazioni contestate.

«Non sappiamo da dove provengano le sopra menzionate frasi incriminate», scrive la Società Storica. Secondo cui le fonti dalle quali sarebbe emerso che quelle parole sono state pronunciate all’interno del museo «non sono corrette». Una vicenda che, secondo l’associazione, avrebbe prodotto un «chiasso mediatico che non giova a nessuno».

Per De Cicco, eventuali rimostranze di carattere politico dovrebbero inoltre essere affrontate direttamente «tra le istituzioni politiche coinvolte». Evitando perciò di confondere una rievocazione storica con questioni legate alla politica contemporanea.

La mostra visitata da circa 300 persone

La Società Storica si dice comunque «molto dispiaciuta per l’accaduto» e assicura che nelle future iniziative verrà mantenuta la consueta attenzione, pur osservando che non è sempre possibile controllare «l’improvvisazione di terzi».

De Cicco rivendica infine il risultato culturale dell’iniziativa: grazie al lavoro dei volontari e a contributi privati, circa 300 persone hanno visitato la mostra, diverse delle quali arrivate appositamente da altre regioni, avendo così anche l’occasione di conoscere Novi Ligure.

La lettera si chiude con un tentativo di ricomporre la frattura. La Società Storica auspica che quanto accaduto possa essere considerato un «malinteso» e rinnova al sindaco e all’assessore l’invito a partecipare ai prossimi eventi dell’associazione.

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