Alessandria, che cosa ha detto (ieri) il vescovo Gallese
ALESSANDRIA - "Una gogna mediatica dolorosa". Così ha detto il vescovo di Alessandria, Guido Gallese, nel corso della veglia di…
ALESSANDRIA – Il vescovo Guido Gallese pare sia giunto al capolinea. Non ad agosto, magari neppure entro l’estate, ma è probabile che con l’autunno il prelato lasci la diocesi di Alessandria per sostenere un altro incarico.
E così sarà contenta quella parte del clero, supportata da molti laici, che ha indotto la Santa Sede ad inviare ad Alessandria in visita apostolica il cardinale Giuseppe Bertello per capire cosa stava succedendo nella diocesi protetta dalla Madonna della Salve.
Cosa abbia dedotto Bertello è solo immaginabile. E allora, immaginiamo che avrà trovato persone molto vicine a Gallese, dunque, liete del suo operato cominciato qui nel 2012, ma altre ostili a certe decisioni che ha adottato, in particolare nella gestione delle parrocchie e delle unità pastorali, senza dimenticare che molti spostamenti di parroci hanno irritato i fedeli (oltre ai preti stessi).
Emblematico il caso di Valenza, dove c’è stata una mezza rivolta alla notizia del trasferimento di don Abele Belloli dalla Madonnina valenzana alla parrocchia del Suffragio di Alessandria.
Alessandria, che cosa ha detto (ieri) il vescovo Gallese
ALESSANDRIA - "Una gogna mediatica dolorosa". Così ha detto il vescovo di Alessandria, Guido Gallese, nel corso della veglia di…
Pare che le prime lettere in Vaticano “contro Gallese” siano partite dalla Città dell’oro. Altri si sono presto accodati. E la storia della Tesla vescovile e delle passioni di monsignor Guido per il surf hanno aggiunto colore a una vicenda dai contorni piuttosto grigi.
Poi, certo, nel calderone è finito altro, ad esempio l’acquisizione dell’ex convento dei frati (ora Casa San Francesco) o gli ingenti lavori al Santa Chiara, opere onerose grazie alle quali, però, sono state riqualificate due strutture importanti nel centro cittadino (soprattutto il Santa Chiara, diventato nevralgico sotto l’aspetto dell’ospitalità).
Che ne sarà di Gallese, dunque? Gli sarebbero stati proposti incarichi romani, ovvero in Vaticano, considerati però una “diminutio” rispetto non solo al rango di vescovo, ma anche al fatto che, quando, cinquantenne, venne ordinato, cioè nell’anno 2002, era il vescovo più giovane d’Italia.
Il che significa che gli venivano riconosciute stoffa, capacità, empatia soprattutto verso i giovani, ma anche esperienza “sul campo”, essendo stato parroco di cinque parrocchie nell’entroterra di Genova, la sua città.
L’ultima voce vuole un Gallese nell’Associazione collegamento nazionale santuari, quella che, dal 16 al 19 novembre prossimi si radunerà a Cagliari per la 60esima edizione dell’assemblea nazionale. Potrebbe essere un incarico soddisfacente, anche se Gallese, probabilmente, avrebbe preferito il trasferimento in altra diocesi. Ma è improbabile che il Vaticano voglia accontentarlo. Almeno per ora.