Alessandria: detenuto aggredisce agente e gli spacca i denti. Poi i disordini
È accaduto questa mattina al “Cantiello Gaeta”, l’agente é ancora in ospedale. La denuncia dell’Osapp
ALESSANDRIA – Violenza questa mattina, intorno alle ore 8.30, presso la prima sezione A della Casa circondariale “Cantiello e Gaeta” di Alessandria. Secondo le prime informazioni dell’organizzazione sindacale autonoma Polizia Penitenziaria, un detenuto avrebbe sferrato una violenta testata al volto di un poliziotto penitenziario, provocandogli una profonda lesione al labbro, rompendogli tre denti.
Le informazioni, come riferisce l’Osapp, sono al momento ancora frammentarie e la situazione resta in fase di accertamento. L’agente è ancora in ospedale.
“Situazione di totale baraonda”
«Il distretto Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è ormai nel completo sfacelo e in una situazione di totale baraonda – dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp –. Quello che è accaduto oggi ad Alessandria è soltanto l’ennesima conferma di una situazione che continua a peggiorare. Aggressioni, disordini, devastazioni e gravissime criticità si susseguono ormai con una frequenza impressionante e il personale della Polizia penitenziaria è costretto ogni giorno a fronteggiare situazioni sempre più difficili e pericolose».
“Servono interventi”
«La domanda che poniamo è una sola: quanto deve ancora accadere perché il ministro Nordio si accorga dello sfacelo in cui sono precipitate le carceri del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta? – afferma Beneduci –. Perché quello che sta accadendo in questo distretto è ormai sotto gli occhi di tutti e non può più essere ignorato».
«Non siamo più di fronte a singoli episodi – conclude Beneduci –. È una situazione complessiva di gravissima criticità, nella quale la Polizia penitenziaria viene chiamata quotidianamente a fronteggiare aggressioni, disordini e situazioni di pericolo. Il ministro Nordio venga a vedere direttamente cosa sta accadendo negli istituti del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta e si renda conto personalmente delle condizioni in cui il personale è costretto a lavorare».