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Paolo Lentinio: «Con Alessandria Punto e a Capo rilanciamo le competenze»
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28 Agosto 2026
ore
07:15
L'analisi

Paolo Lentinio: «Con Alessandria Punto e a Capo rilanciamo le competenze»

I sobborghi al centro della nuova visione

ALESSANDRIA – Il distacco tra istituzioni e territorio si fa sempre più evidente, e su questo vuoto interviene Paolo Lentinio, membro del direttivo di Alessandria Punto e a Capo. Che definisce l’Associazione “un’antenna necessaria per intercettare le esigenze di ogni area della comunità”.

Secondo Lentinio, i sobborghi non possono più essere considerati periferie di serie B. Il nuovo piano di illuminazione a Led e le telecamere vanno nella direzione giusta, ma la cura quotidiana dell’ordinario — strade dissestate, marciapiedi mancanti, collegamenti carenti — resta un limite comune alla presente amministrazione e a quelle degli ultimi 25/30 anni.

La criticità maggiore riguarda le zone di interfaccia tra città e campagna, dove l’agricoltura, soffre di infrastrutture inadeguate al lavoro della terra e al trasporto dei prodotti. Servono politiche attive di sostegno alle aziende agricole. Nei sobborghi e nelle frazioni, la gestione dei servizi, dei rifiuti e dei trasporti è una criticità che pesa soprattutto sulle persone più fragili, che hanno bisogno di prossimità e continuità nell’assistenza.

“Cuore pulsante del territorio”

«Sostituire i lampioni non basta se le strade restano dissestate e mancano collegamenti adeguati», avverte Lentinio. «Ben vengano gli interventi spot, ma non sono sufficienti. Serve un’amministrazione che pianifichi e torni a farsi vedere stabilmente dove le persone vivono e lavorano, tra i centri abitati e le nostre aziende agricole».

Secondo l’esponente civico serve una “cabina di regia” comune, credibile e concreta. Un organo capace di unire mondo produttivo, terzo settore, quartieri e realtà agricole in sinergia con la provincia, superando frammentazioni e inerzia politica. Solo così si potrà restituire ad Alessandria il ruolo di cuore pulsante del territorio. Due le leve strategiche: da un lato la centralità logistica tra Torino, Genova e Milano verso l’Europa; dall’altro il rilancio turistico delle campagne, da considerare veri e propri monumenti viventi e non semplici aree di produzione.