Vendemmia 2026, il Gavi parte in anticipo: raccolta al via dieci giorni prima
Il Cortese accelera dopo un'estate calda e asciutta. Prime raccolte nei vigneti più esposti. Ferrarese: «Accumulo zuccherino avanti di circa due settimane»
GAVI – La vendemmia 2026 del Gavi Docg partirà con circa dieci giorni di anticipo rispetto allo scorso anno. Nel 2025 la raccolta era cominciata intorno al 15 settembre, mentre quest’anno in alcuni vigneti e nei filari maggiormente esposti le operazioni stanno già prendendo il via. Ad accompagnare l’inizio della vendemmia ci sarà anche la riapertura della Strada provinciale 158 della Lomellina, importante per agevolare gli spostamenti di uomini e mezzi.
Le prime indicazioni arrivano dai campionamenti effettuati il 19 agosto. «Confermano una maturazione più precoce del Cortese in tutta la denominazione», spiega Davide Ferrarese, agrotecnico del Consorzio Tutela del Gavi.
Rispetto allo stesso periodo del 2025, l’accumulo zuccherino mostra un anticipo di circa due settimane. Mentre acidità totale e pH risultano avanti di circa sette giorni. Leggermente inferiore anche il peso medio dell’acino.
Caldo e poca pioggia, ma le uve sono sane
A incidere è stata un’estate caratterizzata da ondate di calore dalla metà di giugno fino alla seconda metà di agosto. Precedute da precipitazioni primaverili limitate. Nonostante caldo e scarsa disponibilità idrica, secondo le rilevazioni del Consorzio la vegetazione ha mantenuto complessivamente un buon equilibrio e le uve campionate risultano sane.
Un cambiamento significativo è arrivato con la pioggia di venerdì 21 agosto, che ha favorito la reidratazione dei vigneti e determinato un abbassamento delle temperature. Condizioni che potrebbero ora accompagnare una maturazione più graduale proprio nella fase decisiva che precede la raccolta.
Gavi Ambrosia studia gli effetti del clima
A fornire ai produttori uno strumento per interpretare l’annata è Gavi Ambrosia. Progetto avviato nel 2022 dal Consorzio Tutela del Gavi per studiare il comportamento del Cortese in rapporto al clima e alle diverse fasi di sviluppo della vite.
Il progetto, sviluppato con il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Torino, il coordinamento di VignaVeritas e la collaborazione delle aziende della denominazione, utilizza cinque stazioni meteorologiche digitali collocate a Capriata d’Orba, Novi Ligure e, nel territorio di Gavi, a Rovereto, Monterotondo e Zerbetta.
Dopo tre anni di rilevazioni è possibile confrontare temperature, precipitazioni, sviluppo vegetativo e parametri qualitativi delle uve. Informazioni particolarmente utili in un’annata come questa, segnata da siccità, temperature elevate e accelerazione della maturazione.
«Nuove conoscenze per i produttori»
«Il risultato più concreto di questo progetto sono le circa 24 note tecniche inviate ai soci, con cadenza quasi settimanale. Che traducono i dati raccolti in indicazioni puntuali per il lavoro in vigneto», sottolinea Maurizio Montobbio, presidente del Consorzio Tutela del Gavi.
Per Montobbio, davanti a condizioni climatiche sempre più variabili, l’esperienza maturata negli anni non è più sufficiente da sola. «Ambrosia ci permette di costruire nuove conoscenze e di metterle subito a disposizione dei produttori». La vendemmia del Gavi Docg 2026 si presenta dunque anticipata, ma il quadro resta ancora in evoluzione. Saranno il meteo dei prossimi giorni e la risposta delle uve alle piogge di agosto a determinare i tempi definitivi della raccolta e le caratteristiche dell’annata.