Fiocchi rossi e palloncini per l’addio a Zoe, uccisa a 17 anni
NIZZA MONFERRATO - Nizza, ma anche Montegrosso, Agliano e Canelli questa mattina hanno detto addio a Zoe Trinchero, la 17enne…
NIZZA MONFERRATO – Morte di Zoe Trinchero, chiuse le indagini: ad Alex Manna contestati femminicidio e calunnia.
Fiocchi rossi e palloncini per l’addio a Zoe, uccisa a 17 anni
NIZZA MONFERRATO - Nizza, ma anche Montegrosso, Agliano e Canelli questa mattina hanno detto addio a Zoe Trinchero, la 17enne…
Sette mesi di indagini per ricostruire quanto accaduto quella sera a Nizza Monferrato e, soprattutto, per cercare di comprendere cosa abbia scatenato la violenza costata la vita a Zoe Trinchero, 17 anni. Ora l’inchiesta è arrivata a un passaggio decisivo: la Procura di Alessandria ha chiuso gli accertamenti sulla morte della ragazza, e nei confronti di Alex Manna, 20 anni, di Montegrosso, vengono contestati due reati, femminicidio e calunnia.
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Il giovane di Montegrosso si trova in carcere dalla sera stessa del ritrovamento del corpo di Zoe, rinvenuto sul fondo del rio Nizza. In questi mesi i carabinieri di Nizza e la Procura hanno raccolto testimonianze, disposto consulenze e approfondimenti tecnici e analizzato tabulati telefonici e messaggi scambiati dai due ragazzi, anche per ricostruirne gli spostamenti.
Il quadro al quale sono arrivati gli inquirenti emerge già dai capi d’accusa.
Il più grave riguarda la morte della diciassettenne. Se inizialmente nei confronti di Manna si procedeva per omicidio, al termine delle indagini la contestazione è quella di femminicidio. Nelle conclusioni del pm si legge che il giovane avrebbe cagionato la morte di Zoe Trinchero «in quanto donna, quale atto di prevaricazione e dominio di genere».
Secondo la ricostruzione della Procura, all’origine dell’aggressione ci sarebbe stato il rifiuto opposto da Zoe a un approccio sessuale del ragazzo. Una reazione che Manna non avrebbe accettato.
La ragazza sarebbe stata colpita con più pugni. Poi il giovane l’avrebbe afferrata per il collo e scaraventata oltre la ringhiera che protegge il canale del rio Nizza, facendola precipitare per oltre quattro metri.
L’autopsia ha stabilito che Zoe è morta per annegamento. Sarebbe emerso che la diciassettenne non morì immediatamente dopo la caduta. Una circostanza particolarmente dolorosa per la famiglia, legata alla possibilità che la ragazza potesse ancora essere salvata.
Ma la chiusura delle indagini ipotizza anche un secondo capo d’accusa nei confronti di Manna: quello di calunnia ai danni di Naudy Carbone, inizialmente indicato dal 20enne come autore dell’uccisione, mettendolo in serio pericolo di linciaggio.
Con la notifica della chiusura delle indagini si apre adesso la fase successiva del procedimento. I difensori del 20enne e gli avvocati delle parti civili hanno venti giorni di tempo per presentare memorie, depositare documenti ed eventuali indagini difensive. La difesa può inoltre chiedere che Manna venga interrogato.