Emergenza al polo chimico, Pro Natura: «Territorio impreparato a una vera emergenza»
Il polo chimico di Spinetta Marengo
Cronaca
Monica Gasparini   
9 Settembre 2026
ore
15:45 Logo Newsguard
Dossier Spinetta

Emergenza al polo chimico, Pro Natura: «Territorio impreparato a una vera emergenza»

L’associazione chiede chiarimenti sulla fuoriuscita di acido fluoridrico, sui dati del vento e sul livello di allarme assegnato. «All'esterno servono esercitazioni vere e una corretta informazione dei cittadini sui comportamenti da adottare»

ALESSANDRIA – Fuga di acido fluoridrico a Spinetta, Pro Natura: «Territorio impreparato a una vera emergenza».

Emergenza al polo chimico, Pro Natura: «Territorio impreparato a una vera emergenza»

Spinetta, polo chimico: emergenza di stabilimento, fuoriuscita di acido fluoridrico

SPINETTA MARENGO - La scorsa notte, poco dopo le 4.30, è scattata un'emergenza di stabilimento all'interno del polo chimico. E'…

Una riflessione su tutte arriva da Pro Natura Alessandria dopo l’emergenza interna per una fuga di acido fluoridrico avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 settembre nel polo chimico di Spinetta Marengo: è necessario sapere cosa è accaduto, e preparare concretamente la popolazione ad affrontare un eventuale rilascio tossico.

“Piano di Emergenza esterno: quando l’ultima esercitazione?”

L’associazione chiede alla Prefettura di rendere pubblica la data dell’ultima esercitazione del Piano di Emergenza Esterna (PEE) che abbia coinvolto i cittadini, e di indicare un cronoprogramma per il suo aggiornamento, sollecitato dal Comitato Tecnico Regionale nel maggio 2025. Al Comune di Alessandria viene invece chiesta una campagna informativa «mirata e ricorrente» sui comportamenti da adottare in caso di incidente rilevante.

Ad ARPA Pro Natura domanda chiarimenti sulla copertura della rete di monitoraggio degli acidi e la pubblicazione dei dati acquisiti durante l’evento, compresi quelli relativi a direzione e velocità del vento tra le 4.30 e le 6.40 della scorsa notte, ritenuti indispensabili per ricostruire quali zone fossero effettivamente sottovento. Al gestore dello stabilimento e alla Prefettura viene inoltre chiesto di rendere disponibili i dati della manica a vento interna all’impianto.

Un altro punto riguarda la classificazione dell’incidente. Pro Natura chiede alla Prefettura di chiarire se sia stato assegnato un Codice Giallo, Arancione o Rosso e sulla base di quali elementi. Una distinzione sostanziale, perché secondo il PEE soltanto il Codice Rosso comporta l’attivazione della sirena esterna e delle procedure dirette di autoprotezione della popolazione.

La fuga nella notte

L’emergenza è scattata poco dopo le 4.30 del 9 settembre nel reparto Algofrene del polo chimico. La causa indicata è una fuoriuscita di acido fluoridrico (HF). Secondo le informazioni riportate dalla locale e richiamate dall’associazione, sono state attivate le procedure interne e i sistemi di abbattimento ad acqua.

Il punto della perdita sarebbe stato individuato alle 5.50, mentre la fine dell’emergenza sarebbe stata dichiarata alle 6.40. La centralina ARPA di via Genova, indicata nel comunicato come l’unica dotata della strumentazione necessaria alla rilevazione degli acidi, non avrebbe registrato valori anomali.

Per Pro Natura rimangono però interrogativi importanti: quanto HF sia effettivamente fuoriuscito, per quanto tempo e se si sia disperso nell’atmosfera prima dell’individuazione della perdita. A questi si aggiunge la mancanza, nelle informazioni pubbliche disponibili, del dato meteorologico puntuale relativo alle ore dell’incidente.

«Il sistema funziona solo a metà»

L’acido fluoridrico è una sostanza altamente tossica e corrosiva. Il polo chimico di Spinetta è inoltre classificato come stabilimento a rischio di incidente rilevante di soglia superiore ai sensi della normativa Seveso.

È proprio sulla preparazione esterna allo stabilimento che si concentra la critica dell’associazione. Nel maggio 2025 il Comitato Tecnico Regionale aveva invitato la Prefettura ad aggiornare il Piano di Emergenza Esterna e a svolgere le esercitazioni previste, informando la popolazione residente nelle vicinanze del polo.

Secondo Pro Natura, non risultano però esercitazioni recenti su scala reale con il coinvolgimento diretto degli abitanti. La prova settimanale della sirena, effettuata il mercoledì pomeriggio, non può essere considerata equivalente a una simulazione nella quale i cittadini siano chiamati concretamente ad applicare le procedure di autoprotezione.

“In caso di nube tossica non bisogna scappare”

Il punto ritenuto più delicato è proprio quello dei comportamenti da adottare. In presenza di un rilascio tossico, ricorda Pro Natura richiamando il PEE, per chi si trova già in un edificio la misura principale è il riparo al chiuso: chiudere porte e finestre, fermare ventilazione e condizionamento e attendere le comunicazioni delle autorità.

Chi si trova all’aperto deve invece cercare il locale chiuso più vicino, evitando di attraversare la zona interessata per tornare a casa. L’evacuazione non rappresenta quindi automaticamente la prima soluzione.

Ed è qui, secondo l’associazione, che emerge la maggiore debolezza del sistema: senza informazione ed esercitazioni, davanti a un’emergenza reale i cittadini rischiano di affidarsi all’istinto e di uscire o fuggire proprio quando esporsi all’aria aperta potrebbe aumentare il pericolo.

Per Pro Natura quanto accaduto nella notte non dimostra quindi che il sistema di sicurezza non abbia funzionato, ma che abbia funzionato «solo a metà»: alla risposta industriale e degli enti non corrisponderebbe ancora un’adeguata preparazione della popolazione. Ed è su questo terreno che l’associazione chiede ora risposte, dati pubblici ed esercitazioni concrete.

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