I cittadini non possono essere ostaggio della politica: la sfida civica per i bisogni di chi abita Alessandria
ALESSANDRIA – C’è una linea di confine netta che separa chi vive di politica da chi vive la città ogni giorno, subendone il blocco e la frustrazione di anni di promesse tradite. Su questa frattura insanabile si innesta la scelta di Roberto Gambacorti, volto nuovo di Alessandria Punto e a Capo. Che rompe gli indugi e lancia una sfida frontale ai professionisti della poltrona.
Quello di Gambacorti non è il solito posizionamento tattico, ma lo scatto d’orgoglio passionale di un cittadino che si mette in gioco per la prima volta. «Basta con i professionisti della politica che usano Alessandria come un comitato elettorale o un trampolino personale. La nostra terra è ostaggio di fazioni, retorica e interessi particolari che hanno spento la città. Il nostro progetto civico nasce per questo: fare tabula rasa delle formule astratte e rimettere al centro i bisogni reali della gente, con la forza della concretezza e senza dipendere dalle dinamiche di potere dei partiti».
Priorità ribaltate
La visione di Gambacorti ribalta l’ordine delle priorità urbane, legando indissolubilmente la sicurezza dei quartieri alla dignità dello spazio pubblico. Per l’esponente civico, la tutela dei cittadini non si fa con i proclami ma presidiando ogni via. «Dobbiamo istituire subito un sistema di presidio del territorio per ridare un punto di riferimento fisso e di vicinato alle famiglie, illuminare in modo adeguato le zone d’ombra della città e smettere di improvvisare isole pedonali deserte che uccidono il commercio», attacca con decisione.
La stessa passione guida l’affondo sulla gestione dei servizi ordinari, dal verde all’ambiente, ambiti in cui Alessandria sconta un degrado ormai insopportabile. «È una questione di rispetto per la salute pubblica: servono controlli rigorosi contro gli sversamenti abusivi usando fototrappole e vigilanza ambientale, una svolta sui rifiuti con isole ecologiche aperte nel weekend e un piano straordinario che liberi i nostri platani storici dall’asfalto che li soffoca».
Cura shock
Una cura shock che investe anche le strade dissestate e i trasporti, valorizzando la posizione strategica del capoluogo nel triangolo del Nord-Ovest con parcheggi scambiatori, navette veloci e la difesa dei pendolari su rotaia. Fino a un atto di trasparenza immediato: «Installeremo i countdown su tutti i semafori con telecamera: basta multe ingiuste per fare cassa. Curare la città e risolvere i problemi reali è l’unico modo per far ripartire Alessandria».