Santi martiri coreani, il 20 settembre si celebrano Andrea Kim Taegon e compagni
La Chiesa ricorda Andrea Kim Taegon, primo sacerdote coreano martire, Paolo Chong Hasang e i loro compagni. Una storia di fede nata soprattutto grazie all'opera dei laici
ALESSANDRIA – Il 20 settembre la Chiesa celebra i Santi Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e compagni. Martiri coreani che pagarono con la vita la propria fede durante le persecuzioni contro i cristiani. La storia del cristianesimo in Corea presenta una caratteristica particolare. La prima comunità cristiana del Paese nacque soprattutto grazie all’iniziativa dei laici, prima ancora della presenza stabile di sacerdoti e missionari.
Un ruolo importante ebbero i contatti con la Cina e la diffusione di testi religiosi, tra i quali “La vera dottrina di Dio” di Matteo Ricci. A rimanerne profondamente colpito fu il laico Lee Byeok, che intorno al 1780 abbracciò la nuova fede e contribuì alla nascita della prima comunità cristiana coreana.
Le persecuzioni contro i cristiani
La diffusione del cristianesimo incontrò presto l’opposizione delle autorità. I nuovi riti erano considerati incompatibili con le tradizioni del Paese e nel 1802 un editto vietò la professione della fede cristiana, dando il via a una lunga stagione di persecuzioni.
Missionari e fedeli continuarono tuttavia la loro attività clandestinamente. Nel 1837 arrivarono in Corea due sacerdoti e un vescovo delle Missioni Estere di Parigi, ma appena due anni dopo furono martirizzati. Le persecuzioni proseguirono per decenni, mentre altri sacerdoti e vescovi riuscivano comunque a entrare nel Paese. La situazione cambiò soltanto nel 1882, con il riconoscimento della libertà religiosa.
Andrea Kim Taegon, primo sacerdote coreano martire
Tra i protagonisti di questa storia c’è Andrea Kim Taegon, nato nel 1821 all’interno di una famiglia cristiana. Il padre aveva trasformato la propria abitazione in una sorta di chiesa domestica e sarebbe stato a sua volta ucciso a causa della fede. Andrea decise di intraprendere la strada del sacerdozio e raggiunse Macao per la propria formazione. Tornato in Corea da diacono nel 1844, contribuì segretamente all’ingresso nel Paese del vescovo Ferréol.
Divenuto sacerdote, svolse la propria attività missionaria in clandestinità fino all’arresto. Avvenuto mentre cercava di inviare documenti e testimonianze in Europa. Fu martirizzato il 16 settembre 1846.
Paolo Chong Hasang e i viaggi verso la Cina
Accanto ad Andrea Kim Taegon viene ricordato Paolo Chong Hasang, nato nel 1795 a Mahyan. Fin da giovane conobbe le conseguenze delle persecuzioni: diversi componenti della sua famiglia morirono martiri e lui stesso, insieme alla madre e alla sorella, venne imprigionato e privato dei propri beni. Dopo la liberazione si trasferì a Seul, entrando nella comunità cristiana e dedicandosi alla diffusione della fede.
Paolo affrontò numerosi viaggi a piedi verso la Cina, con l’obiettivo di ottenere l’invio di sacerdoti e missionari in Corea. Il vescovo francese Imbert avrebbe voluto prepararlo al sacerdozio, ma le persecuzioni interruppero il progetto.
Paolo Chong Hasang venne arrestato e martirizzato il 22 settembre 1839. La sua storia, insieme a quella di Andrea Kim Taegon e degli altri martiri coreani, testimonia il ruolo decisivo avuto dai laici nella nascita e nella diffusione del cristianesimo in Corea.