Alessandria: torna Ottobre Alessandrino con oltre cento eventi
Dal 26 settembre al 31 ottobre la terza edizione si confronta con Umberto Eco a dieci anni dalla scomparsa
ALESSANDRIA – Un mese intero per trasformare Alessandria in un luogo di incontro fra cinema, musica, teatro e letteratura. Torna Ottobre Alessandrino 2026, la cui terza edizione è stata presentata questa mattina, nell’ex Chiesa di San Francesco.
Dal 26 settembre al 31 ottobre il festival tornerà a occupare la città e il territorio con centinaia di appuntamenti, ospiti e decine di luoghi coinvolti, costruendo un programma che quest’anno allarga definitivamente il perimetro oltre la settima arte.
Eco in città
Al centro rimane però il cinema, matrice originaria della manifestazione ideata dal regista Luca Ribuoli insieme al critico Roberto Lasagna. Il punto di partenza simbolico dell’edizione 2026 è il decennale della morte di Umberto Eco, alessandrino capace più di molti altri di leggere il proprio tempo anticipandone trasformazioni e contraddizioni. Non un semplice omaggio, dunque, ma una sorta di metodo: mettere discipline e linguaggi diversi in comunicazione per interrogare il presente.
Il calendario comincerà in realtà già il 25 settembre, con un appuntamento “off” al Cinema Kristalli: Giovanni Veronesipresenterà il film Dio ride, dopo l’anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia. Sabato 26 sarà invece la volta di Franco Battiato – Il lungo viaggio di Renato De Maria, accompagnato dall’incontro con gli attori Dario Aita ed Elena Radonicich e, in chiusura, dalla rilettura strumentale di alcune composizioni di Battiato affidata al violinista Federico Mecozzi.
Tra gli incontri cinematografici spicca quello del 2 ottobre con Rita Pavone, ad Alessandria per i sessant’anni di Rita la zanzara, diretto da Lina Wertmüller. Nella stessa giornata sarà proiettato anche Quando le donne avevano la coda, nato da un soggetto di Umberto Eco. E poi Piera Detassis, il 3 ottobre; Enrico Vanzina, il 7, per un viaggio nella commedia italiana e nel cinema dei fratelli Vanzina; Roberto Andò, il 13, chiamato a ripercorrere un percorso che attraversa i set di Francesco Rosi, Michael Cimino e Francis Ford Coppola fino a La stranezza; Fabrizio Bentivoglio, il 17 ottobre, in occasione della proiezione di Lascia perdere, Johnny!.
Ribuoli e Lasagna
I partner
L’origine, ricorda il sindaco Giorgio Abonante, è un’idea di quattro anni fa, sua e di Ribuoli: unire il premio della critica cinematografica Adelio Ferrero e l’Alessandria Film Festival in un contenitore che diventasse un segno riconoscibile della città. Alla vigilia della terza edizione, dice, quel progetto, immaginato fin dall’inizio come pluriennale, ha superato le aspettative più ambiziose, grazie alla generosità di Lasagna e dei ragazzi di ALFF, all’impegno di Eleonora D’Alessandro e del team di Cultura e Sviluppo, di Salvatore Coluccio e dei direttori. Il sostegno del Comune, promotore della rassegna, è per lui totale, e ha saputo attrarre molti enti privati. Al suo fianco ci sono la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, main partner, presieduta da Paolo Arrobbio – per cui il festival «non è soltanto una rassegna cinematografica» ma un moltiplicatore di attenzione per Alessandria e la provincia – e la Camera di Commercio di Alessandria-Asti, presieduta da Gian Paolo Coscia. Poi la Regione Piemonte, la Fondazione CRT, la Fondazione Compagnia di San Paolo, il patrocinio della Provincia e numerosi privati, tra cui Edison Regea, società del Gruppo Edison dedicata al risanamento ambientale e alla rigenerazione del territorio, e la Torrefazione Mike, storica realtà familiare alessandrina fondata nel 1959, che importa caffè dall’origine, lo tosta e ne distribuisce le miscele artigianali.