Alessandria, il Papa accetta la rinuncia del vescovo Guido Gallese. Le sue parole
ALESSANDRIA - A commentare la vicenda è lo stesso monsignor Gallese in una lunga e intensa intervista rilasciata al direttore del…
ALESSANDRIA – Monsignor Fabrizio Casazza, 52 anni, parroco di Cascinagrossa, è stato nominato “delegato ad omnia” per la Diocesi di Alessandria, da monsignor Luigi Testore, il vescovo di Acqui che, dall’11 settembre, ovvero dopo le dimissioni (forzate) di monsignor Guido Gallese, è amministratore apostolico della Diocesi della Madonna della Salve.
Dunque, per Casazza si tratta di un prestigioso incarico, giustificato dal fatto che siede nel capitolo della Cattedrale come canonico e insegna Teologia morale alla sezione torinese della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale.
Alessandria, il Papa accetta la rinuncia del vescovo Guido Gallese. Le sue parole
ALESSANDRIA - A commentare la vicenda è lo stesso monsignor Gallese in una lunga e intensa intervista rilasciata al direttore del…
Tra l’altro, Casazza ha pubblicato per la Libreria Editrice Vaticana, con prefazione del cardinale Pietro Parolin, “Le sfide del governo pastorale. In ascolto dei vescovi italiani”, un volume di oltre 300 pagine sul mestiere di vescovo costruito su un questionario inviato ai presuli del Paese. Lo ricorda il portale silerenonpossum, solito raccontare retroscena della vita della Chiesa.
Lo stesso portale spiega che Casazza era nella cerchia di quei sacerdoti della Diocesi di Alessandria che più hanno indotto la Santa Sede a inviare in visita apostolica il cardinale Giuseppe Bertello, a seguito della quale Gallese, evidentemente indotto, ha deciso di rassegnare le dimissione. Cosa abbia relazionato Bertello non è dato a sapere.
Come ormai noto, il vescovo Gallese ha fatto notizia per la propria Tesla e la passione per il surf. Ma la sostanza è che ha scontentato gran parte del clero alessandrino con alcune decisioni (ad esempio, iniziative “economiche” e il trasferimento di alcuni parroci) che non sono piaciute neppure a molti laici.
Va detto, infine, che, secondo il Diritto canonico, quando un vescovo lascia, il vicario generale e i vicari episcopali decadono e con loro si sciolgono sia il consiglio presbiterale che quello pastorale. L’amministratore apostolico, dunque nel caso specifico monsignor Testore, governa la diocesi in nome del Papa che, però, essendo già vescovo di Acqui sceglie un delegato al quale trasferisce le facoltà ordinarie.
In attesa del successore di Gallese, dunque, a monsignor Casazza spettano la firma degli atti di curia, i rapporti con i parroci, l’amministrazione quotidiana.