Industria, Alessandria cresce dell’1,7%: la chimica spinge il manifatturiero
Nel secondo trimestre 2026 la produzione aumenta in provincia, mentre il Piemonte accelera del 2,8%. Unioncamere: fatturato e ordinativi in crescita, ma le tensioni internazionali frenano la fiducia delle imprese
ALESSANDRIA – L’industria manifatturiera alessandrina resta in territorio positivo, anche se cresce meno della media piemontese. Nel secondo trimestre del 2026 la produzione in provincia di Alessandria registra un incremento dell’1,7%, sostenuto soprattutto dal buon andamento della chimica.
È quanto emerge dalla 219ª Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera di Unioncamere Piemonte. Realizzata con gli uffici studi delle Camere di commercio provinciali nell’ambito della collaborazione con Intesa Sanpaolo e UniCredit. La rilevazione, effettuata tra luglio e agosto e riferita al periodo aprile-giugno 2026, ha coinvolto 1.711 imprese piemontesi, per complessivi 88.908 addetti e circa 51 miliardi di euro di fatturato.
Piemonte, produzione a +2,8%
Il quadro regionale mostra un’accelerazione. Dopo il +2,3% del primo trimestre, tra aprile e giugno la produzione manifatturiera piemontese aumenta del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Crescono anche gli altri principali indicatori: fatturato +2,3% e ordinativi +2,2%. Il giro d’affari sul mercato interno sale del 2,5% e quello estero del 2%, mentre le commesse nazionali aumentano del 2,4% e quelle provenienti dall’estero dell’1,8%. Il tasso di utilizzo degli impianti si attesta al 62,8%, contro il 64,3% dello stesso trimestre dello scorso anno.
CONGIUNTURALE: GUARDA LE SLIDE
Tra i territori, Alessandria con il suo +1,7% si colloca dietro Verbano-Cusio-Ossola (+5,7%), Cuneo (+5,2%), Biella (+4,7%), Novara (+2,6%), Torino (+2,3%) e Asti (+2,2%). Vercelli è l’unica provincia in lieve flessione, con -0,5%.
Tessile e legno corrono, aerospazio in calo
A livello regionale la crescita interessa tutti i principali comparti. In testa ci sono tessile, abbigliamento e calzature (+6,3%), seguiti da legno e mobile (+5,7%) e industrie alimentari (+4,4%). Positivi anche elettricità ed elettronica (+3,9%), metalli (+3,6%), chimica e plastica (+2,2%) e meccanica (+1%).
Più articolato il quadro dei mezzi di trasporto: il comparto cresce complessivamente dello 0,6%, con gli autoveicoli a +16,5%, la componentistica a -0,5% e l’aerospazio a -10,9%.
Cresce la produzione, resta la prudenza
I numeri positivi non cancellano però le preoccupazioni degli imprenditori. L’indice sintetico di fiducia rimane sotto la soglia neutrale dei 100 punti, segnalando aspettative ancora prudenti, condizionate dall’instabilità geopolitica e dalla volatilità dei costi operativi e logistici.
Le tensioni internazionali incidono anche sull’export: il 61% delle imprese dichiara flussi rimasti sostanzialmente stabili, mentre il 31% segnala una contrazione delle vendite all’estero. Il 6% si è orientato verso mercati considerati più stabili e il 2% ha individuato nuove opportunità di crescita. «L’accelerazione della produzione nel secondo trimestre 2026 dimostra la straordinaria tenuta delle nostre filiere», commenta il presidente di Unioncamere Piemonte Gian Paolo Coscia, sottolineando però la necessità di affrontare le incognite dei mercati internazionali attraverso investimenti, digitalizzazione, logistica, credito e formazione.
Per Alessandria, dunque, il secondo trimestre consegna un manifatturiero ancora in crescita, sostenuto in particolare dalla chimica, ma inserito in uno scenario nel quale l’incertezza internazionale continua a suggerire prudenza.