Acqua, Sogeri firma il Patto per la Resilienza idrica
Economia
Marcello Feola   
30 Settembre 2026
ore
07:44 Logo Newsguard
L'intesa

Acqua, Sogeri firma il Patto per la Resilienza idrica

La società del Gruppo Amag aderisce all’iniziativa nazionale di Utilitalia. Tra le priorità digitalizzazione, ricerca delle perdite, investimenti e gestione integrata del servizio idrico

ALESSANDRIA – SogeriI aderisce al “Patto per la Resilienza idrica” di Utilitalia. Impegnandosi insieme alle altre imprese del settore in un percorso che punta a rendere il servizio idrico più efficiente e preparato agli effetti dei cambiamenti climatici.

La società del Gruppo Amag ha sottoscritto il documento in occasione dell’apertura del Festival dell’Acqua organizzato da Utilitalia. Il Patto prende le mosse dalla Water Resilience Strategy europea e individua sei linee strategiche. Passando così da una logica prevalentemente emergenziale a una maggiormente orientata alla prevenzione.

Sogeri punta su smart meter e ricerca delle perdite

Per Alessandria e il territorio l’adesione si inserisce in un percorso che, secondo SOGERI, è già stato avviato attraverso la digitalizzazione della rete idrica. «La crisi climatica ci impone di rafforzare la capacità di prevenire le criticità», spiega Mauro Bressan, presidente e amministratore delegato dell’azienda.

Tra gli interventi indicati ci sono la sostituzione dei vecchi contatori con gli smart meter, la distrettualizzazione della rete, il telecontrollo e la ricerca attiva delle perdite. Sogeri sottolinea inoltre di avere attivato un tavolo permanente di confronto con i sindaci. L’obiettivo è disporre di informazioni sempre più precise sull’utilizzo dell’acqua, così da individuare più rapidamente dispersioni e anomalie e intervenire in maniera mirata.

«Servono scelte di lungo periodo»

Per Stefano Franciolini, presidente e amministratore delegato del Gruppo Amag, il Patto rappresenta «un impegno strategico che tiene insieme tutela della risorsa, capacità industriale e responsabilità verso il territorio».

 

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Il percorso intrapreso con Sogeri e verso una gestione maggiormente integrata del servizio dovrebbe consentire, secondo Franciolini, di programmare gli investimenti e accelerare sull’innovazione. «La resilienza idrica non si costruisce soltanto rispondendo alle emergenze: richiede scelte di lungo periodo, collaborazione tra soggetti pubblici e capacità di fare sistema».

Le sei priorità del Patto

Il documento di Utilitalia individua sei direttrici. La prima riguarda una gestione industriale stabile del servizio idrico, accompagnata dalla piena applicazione della regolazione del settore. La seconda punta alla realizzazione di un sistema sempre più “water-smart”, attraverso digitalizzazione, innovazione, interoperabilità dei dati e incentivi agli operatori virtuosi.

Il Patto propone inoltre di favorire aggregazioni e cooperazione tra gestori, riducendo la frammentazione e aumentando la capacità di investimento. Un’altra linea riguarda l’integrazione tra infrastrutture, risorsa idrica ed ecosistemi, attraverso riuso dell’acqua, protezione delle falde, sistemi di accumulo e soluzioni basate sulla natura.

Le ultime due priorità sono la diffusione di una vera cultura dell’acqua, anche attraverso iniziative nelle scuole. E il riconoscimento dei gestori come “sentinelle territoriali” capaci di contribuire alla prevenzione degli effetti del cambiamento climatico.

Le richieste alle istituzioni

Accanto agli impegni delle aziende, Utilitalia propone alle istituzioni e ad Arera interventi per sostenere gli investimenti. Oltre che uniformare l’applicazione delle regole, incentivare innovazione e digitalizzazione e semplificare i procedimenti autorizzativi.

«Garantire la resilienza della risorsa idrica – afferma il presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro – significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita dei cittadini. E, anche, per la tenuta del nostro sistema economico e per la sicurezza energetica del Paese».

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