Casale: lavoratori nei campi pagati poco più di 2 euro l’ora: tre denunce
Cronaca
Monica Gasparini   
1 Ottobre 2026
ore
13:00 Logo Newsguard
L'indagine

Casale: lavoratori nei campi pagati poco più di 2 euro l’ora: tre denunce

I Carabinieri di Moncalvo e del NIL di Asti hanno scoperto una presunta situazione di sfruttamento nelle campagne del Basso Monferrato. I lavoratori stranieri, impiegati senza contratto, avrebbero ricevuto poco più di 2 euro l’ora. Tre persone denunciate e sanzioni per 42mila euro

CASALE MONFERRATO – Grazzano Badoglio, scoperto presunto sfruttamento dei lavoratori nei campi: tre persone denunciate.

Controlli dei Carabinieri di Moncalvo e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Asti nel Basso Monferrato. Lavoratori stranieri sarebbero stati impiegati senza contratto e pagati poco più di 2 euro l’ora. Sanzioni per 42mila euro a un imprenditore agricolo.

Tre persone sono state denunciate nell’ambito di un’attività condotta dai Carabinieri della Stazione di Moncalvo, in collaborazione con il personale del NIL di Asti, il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, che ha portato alla scoperta di una presunta situazione di sfruttamento di lavoratori nelle campagne del Basso Monferrato.

L’indagine ha preso il via dalla segnalazione di uno “strano viavai” di cittadini stranieri presso una casa di corte nel centro di Grazzano Badoglio. I militari della Stazione di Moncalvo, competenti per territorio, hanno avviato gli accertamenti, riscontrando la presenza di diversi stranieri che, poco prima dell’alba, lasciavano l’abitazione, descritta come in condizioni precarie, a bordo di alcune auto. Le stesse vetture li riaccompagnavano nel tardo pomeriggio.

Gli elementi raccolti hanno indotto i Carabinieri ad approfondire la situazione insieme ai colleghi del NIL. Sono così iniziati servizi di osservazione e pedinamento finalizzati a individuare i luoghi nei quali gli stranieri venivano impiegati.

Lavoratori accompagnati nelle aziende agricole

Secondo quanto ricostruito, i proprietari dell’abitazione sarebbero due cittadini rumeni, padre e figlio, residenti a Casale Monferrato. I due avrebbero ospitato gli stranieri nella casa e, di volta in volta, ne avrebbero prelevati alcuni per accompagnarli con le proprie autovetture presso aziende agricole della zona.

Dopo diversi servizi di osservazione e pedinamento, i militari sono intervenuti mentre alcuni stranieri erano al lavoro in una vigna nel territorio comunale di Castelletto Merli.

Al datore di lavoro, un imprenditore agricolo del posto, sono state contestate violazioni relative allo sfruttamento del lavoro “nero”, all’omessa formazione dei lavoratori e alla sorveglianza sanitaria, al mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza e all’omessa comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro.

È stata inoltre disposta la sospensione dell’attività lavorativa irregolare. Le sanzioni penali e amministrative contestate all’imprenditore agricolo ammontano complessivamente a 42mila euro.

Quindici posti letto nell’abitazione di Grazzano Badoglio

Contemporaneamente, i Carabinieri hanno effettuato un accesso nell’abitazione di Grazzano Badoglio. All’interno, oltre ai proprietari, sono stati trovati altri cittadini stranieri che, secondo quanto riferito dai militari, erano alloggiati in condizioni di evidente precarietà e degrado.

Nello stabile erano stati sistemati 15 posti letto, in alcuni casi costituiti da semplici materassi appoggiati a terra. Erano presenti inoltre una cucina rudimentale e un solo bagno, ritenuto inadeguato rispetto al numero degli ospiti. Le condizioni igieniche sono state definite carenti e sono stati riscontrati anche rischi connessi a un impianto elettrico descritto come “artigianale”.

Dal controllo delle cinque persone presenti nell’abitazione, tutte di cittadinanza rumena, sarebbe inoltre emerso che non avevano la disponibilità dei propri documenti di identità, che sarebbero stati trattenuti dai due proprietari dell’immobile. La stessa circostanza sarebbe stata riscontrata per i due lavoratori controllati nella vigna di Castelletto Merli.

Secondo gli accertamenti ai lavoratori poco più di 2 euro l’ora

Sentiti dai Carabinieri, gli stranieri avrebbero fornito elementi che, secondo gli investigatori, sono riconducibili a una situazione di sfruttamento lavorativo.

In particolare, gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire che gli stranieri alloggiavano nell’abitazione per essere impiegati nei lavori agricoli senza un regolare contratto. A gestirne l’attività sarebbero stati i due connazionali residenti a Casale Monferrato.

Secondo quanto emerso dalle indagini, padre e figlio avrebbero trattenuto i documenti degli stranieri al loro arrivo, individuato i luoghi nei quali avrebbero dovuto lavorare e provveduto al loro trasporto verso le aziende agricole e al successivo rientro nell’abitazione.

I due avrebbero inoltre riscosso la retribuzione destinata ai lavoratori, trattenendone più della metà a titolo di spese per il trasporto e l’“alloggio”. La paga effettivamente corrisposta agli stranieri sarebbe stata nettamente inferiore rispetto a quella prevista dai contratti collettivi nazionali di riferimento: poco più di 2 euro l’ora.

Al termine dell’attività, padre e figlio sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Vercelli per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Gli accertamenti dei Carabinieri sono ancora in corso per delineare compiutamente la situazione e verificare eventuali ulteriori responsabilità nell’ambito del lavoro agricolo nelle campagne del territorio.

L’indagine è tuttora in corso e dovrà acquisire gli elementi idonei a superare l’attuale presunzione di non colpevolezza delle persone denunciate.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione