Sanità, i sindaci di Alessandria e Valenza chiedono risposte su territorio e Pfas
Assemblea del Distretto Asl Al al Borsalino. Al centro Case di Comunità, medici di famiglia, servizi nelle aree periferiche e ampliamento del biomonitoraggio sui Pfas
ALESSANDRIA – Medicina territoriale, Case di Comunità, servizi nelle periferie e monitoraggio dei Pfas. Sono stati i temi principali dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Sanitario Asl Al di Alessandria e Valenza, riunita al Presidio Riabilitativo “Teresio Borsalino”.
A presiedere l’incontro Gianluca Colletti, sindaco di Castelletto Monferrato e presidente del Distretto. Che ha indicato come priorità la necessità di trasformare la riorganizzazione sanitaria in servizi comprensibili e concretamente accessibili ai cittadini.
Borsalino, visita al polo riabilitativo
Prima dell’assemblea, i sindaci hanno visitato il Borsalino accompagnati da Luca Perrero, direttore della Struttura Complessa di Neuroriabilitazione – Unità Spinale – Gravi Cerebrolesioni Acquisite. Durante la visita sono stati presentati i percorsi riabilitativi e l’integrazione tra professionalità, tecnologie e terapie personalizzate.
«Il Borsalino rappresenta un patrimonio sanitario del quale il nostro territorio deve essere orgoglioso – afferma Colletti –. Qui abbiamo visto una sanità capace di mettere insieme tecnologia, ricerca, professionalità e soprattutto umanità».
Case di Comunità, confronto con i medici di famiglia
L’assemblea ha poi incontrato i responsabili delle Aft dei Medici di Medicina Generale per discutere la riorganizzazione della medicina territoriale e il futuro funzionamento delle Case di Comunità.
Tra le questioni poste figurano la presenza effettiva dei medici nelle nuove strutture, le risorse necessarie, l’integrazione tra ospedale e territorio, la presa in carico di pazienti cronici e fragili e la gestione di chi rimane temporaneamente senza medico di famiglia. «È emersa con forza una necessità: la riorganizzazione deve essere spiegata ai cittadini», sottolinea Colletti.
Secondo il presidente, le Case di Comunità non dovranno limitarsi a essere nuovi edifici. Ma diventare punti realmente accessibili nei quali collegare medicina generale, specialistica, assistenza infermieristica, servizi sociali e ospedale.
«Le periferie non siano penalizzate»
Particolare attenzione è stata dedicata alla distribuzione territoriale dei servizi. I sindaci chiedono che la concentrazione delle attività nelle Case di Comunità non comporti maggiori distanze e difficoltà per chi vive nelle zone periferiche.
«La sanità territoriale deve avvicinarsi al cittadino – afferma Colletti –. Non possiamo chiedere ai cittadini delle periferie di percorrere distanze sempre maggiori per accedere ai servizi».
Pfas, richiesta di ampliare il biomonitoraggio
Altro capitolo dell’incontro è stato quello dei Pfas. Il sindaco di Montecastello e vicepresidente dell’Assemblea, Gianluca Penna, ha riferito sull’audizione con l’Assessorato regionale alla Sanità e sul percorso relativo alla presa in carico sanitaria delle popolazioni interessate. L’Assemblea chiede di proseguire il confronto affinché l’area interessata dal biomonitoraggio possa essere ampliata sulla base di criteri tecnico-scientifici. Individuando così le popolazioni da sottoporre agli approfondimenti e verificando l’eventuale presenza di Pfas nel sangue.
«Abbiamo compiuto un primo passo avanti, ma non possiamo fermarci – sostiene Colletti –. Su una questione che riguarda la salute delle persone servono scienza, dati e monitoraggi adeguati».
L’obiettivo indicato dai sindaci è quindi continuare il confronto con Asl e istituzioni regionali. Portando ai tavoli sanitari le esigenze emerse dai diversi territori del Distretto di Alessandria e Valenza.