Alessandria, teleriscaldamento in via Marengo. Locci: «Danni alle fortificazioni?»
Politica
Marcello Feola   
5 Ottobre 2026
ore
13:44 Logo Newsguard
La polemica

Alessandria, teleriscaldamento in via Marengo. Locci: «Danni alle fortificazioni?»

Il capogruppo di Fratelli d’Italia presenta un’interpellanza dopo il ritrovamento di una struttura muraria durante gli scavi: «Voglio sapere se sia stata danneggiata e quali autorizzazioni siano state rilasciate»

ALESSANDRIA – Una struttura muraria emersa durante gli scavi per il teleriscaldamento in via Marengo, all’altezza del civico 80, finisce al centro di un’interpellanza presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale Emanuele Locci. L’esponente di FdI chiede al sindaco e alla Giunta di chiarire la natura del manufatto, le verifiche archeologiche effettuate e le eventuali autorizzazioni rilasciate. Ponendo soprattutto un interrogativo: i lavori potrebbero avere interferito con resti delle antiche fortificazioni di Alessandria?

I lavori per la rete del teleriscaldamento hanno effettivamente interessato via Marengo, nel tratto compreso tra Spalto Gamondio e il civico 98, come riportato nei provvedimenti viabili del Comune. Città di Alessandria

«Voglio sapere che cosa è accaduto»

«Sono andato personalmente sul posto – afferma Locci – dopo aver saputo dell’interruzione dei lavori e quello che ho visto mi ha profondamente colpito. È emersa una struttura muraria proprio nell’area in cui è storicamente documentata la presenza delle fortificazioni alessandrine».

Il consigliere riferisce inoltre di un intervento della Soprintendenza e chiede di conoscere natura e datazione della struttura, l’eventuale interesse storico-archeologico e la possibile riconducibilità al sistema delle fortificazioni cittadine. Al momento, dunque, non è accertato che il manufatto sia parte delle antiche mura né che abbia subito danni: sono proprio questi alcuni degli elementi sui quali Locci chiede risposte.

I dubbi sugli scavi

«Questa struttura è stata tagliata, perforata, demolita o comunque danneggiata per consentire il passaggio delle opere del teleriscaldamento? Se è successo, voglio sapere in quale misura, quando e soprattutto sulla base di quali autorizzazioni o prescrizioni», afferma il capogruppo di FdI.

L’interpellanza domanda anche quali verifiche archeologiche siano state svolte prima dell’apertura del cantiere. E se in fase di progettazione sia stata considerata la possibile presenza di resti delle fortificazioni e quali provvedimenti siano stati adottati dopo il ritrovamento.

«Lavori subito interrotti»

Sul caso è intervenuta anche Telenergia. La società ha spiegato di avere interrotto immediatamente i lavori dopo il rinvenimento e ha precisato che gli scavi sono supervisionati da un archeologo esterno, in collaborazione con la Soprintendenza. L’azienda si è detta disponibile a fornire i dettagli sulle procedure seguite.

Locci chiede infine che vengano messi a disposizione del Consiglio comunale atti, verbali e prescrizioni della Soprintendenza, per ricostruire quanto avvenuto. «Se vi sono stati danni, bisogna accertare come siano potuti avvenire e se vi siano responsabilità. Su questo andrò fino in fondo», conclude.

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