PFAS in Liguria, chiesto un piano di biomonitoraggio
Cronaca
Monica Gasparini   
6 Ottobre 2026
ore
22:00 Logo Newsguard
Dossier Spinetta

PFAS in Liguria, chiesto un piano di biomonitoraggio

La Rete Liguria Comitati propone prelievi volontari e gratuiti nelle aree più esposte. Il piano dovrebbe partire entro 120 giorni e coinvolgere ASL, ARPAL e San Martino.

La Rete Liguria chiede alla Regione un piano entro 120 giorni con prelievi volontari e priorità ai comuni indicati come più esposti.

GENOVA – Una proposta di mozione per avviare in Liguria un piano straordinario di biomonitoraggio PFAS sarà inviata a tutti i gruppi del Consiglio regionale. A presentarla è la Rete Liguria Comitati, che chiede alla Giunta di attivare entro 120 giorni un programma di prelievi ematici volontari nelle aree considerate a maggiore esposizione ambientale.

Nel testo si sostiene che, a fronte dei monitoraggi sulla presenza di PFAS nell’ambiente e nelle acque, in regione manchi ancora un programma strutturato per misurare i livelli di queste sostanze nel sangue dei cittadini e collegarli alle possibili fonti di esposizione.

Le aree indicate nella mozione

Tra i territori citati compaiono Rapallo, Camogli e Zoagli, con riferimento ai pozzi S.ANNA 4 e 5, Borgio Verezzi, dove la mozione richiama un’ordinanza di non potabilità per uso alimentare dell’acqua dell’acquedotto dal 23 settembre 2026, i bacini dei fiumi Polcevera e Scrivia, alcuni comuni costieri tra Genova, Imperia, Albenga, Savona e Sarzana, oltre alla Val Bormida ligure.

Per quest’ultima area il documento richiama una storica esposizione a diversi inquinanti industriali legati al sito Acna di Cengio e al polo chimico della valle. La mozione cita anche il tema dei PFAS nel bacino della Bormida a valle dello stabilimento Solvay/Syensqo di Spinetta Marengo, precisando però che la contaminazione interessa i territori piemontesi a valle e non la Liguria.

Cosa prevede il biomonitoraggio PFAS in Liguria

La proposta impegna la Regione a prevedere prelievi per la determinazione di PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS e altri PFAS prioritari, con il coinvolgimento di ASL, ARPAL, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e laboratori accreditati. Tra i gruppi a cui riservare particolare attenzione vengono indicati bambini, donne in età fertile e persone con patologie renali, epatiche, endocrine o oncologiche.

La mozione prevede inoltre risorse dedicate nel bilancio regionale 2027 e una relazione al Consiglio regionale entro 180 giorni dall’avvio del piano, con dati sul numero dei partecipanti, sui livelli medi e massimi riscontrati e sulle possibili correlazioni con acqua, suolo e alimenti.

Nel comunicato, la Rete Liguria afferma: «Non chiediamo un favore. Chiediamo un prelievo di sangue, volontario, gratuito, trasparente: una provetta per sapere la verità».

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