Carceri di Alessandria, Rossa (Pd): «Sul 41-bis decisioni calate dall’alto»
Il carcere 'Cantiello e Gaeta'
Politica
Marcello Feola   
7 Ottobre 2026
ore
12:33 Logo Newsguard
Il caso

Carceri di Alessandria, Rossa (Pd): «Sul 41-bis decisioni calate dall’alto»

La capogruppo dem in Consiglio comunale interviene sulla trasformazione del San Michele e sulle criticità del Cantiello e Gaeta: «La città e il personale penitenziario hanno diritto a risposte, risorse e coinvolgimento»

ALESSANDRIA – La trasformazione del carcere di San Michele in struttura destinata a ospitare detenuti sottoposti al regime del 41-bis e le condizioni del Cantiello e Gaeta tornano al centro del confronto politico alessandrino. A intervenire è Rita Rossa, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale. Che critica il Governo sia per il metodo seguito nella vicenda del San Michele sia per quella che considera una carenza di attenzione nei confronti delle difficoltà dell’altro istituto penitenziario cittadino.

Secondo Rossa, la trasformazione del San Michele rappresenta una decisione di forte impatto sul territorio assunta senza un adeguato confronto con l’amministrazione comunale e la città. «Il sindaco e la città apprendono a cose fatte di una decisione che stravolge l’assetto della sicurezza urbana e del tessuto penitenziario locale», sostiene la capogruppo dem. Che chiede un maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali nelle scelte riguardanti il carcere.

Rossa richiama inoltre la situazione del Cantiello e Gaeta, indicando tra le principali criticità la carenza di personale e di risorse per affrontare i problemi legati alla sicurezza.

Il nodo della Polizia Penitenziaria

Un passaggio della nota riguarda proprio gli agenti della Polizia Penitenziaria. Per Rossa, una struttura destinata al 41-bis richiede standard di sicurezza elevati, personale specializzato, supporto logistico e adeguati interventi infrastrutturali. Da qui la richiesta che la trasformazione sia accompagnata da risorse e personale sufficienti, evitando di scaricare ulteriori compiti sugli operatori già impegnati negli istituti cittadini.

«La città e il personale penitenziario hanno il diritto di pretendere risposte chiare, risorse concrete e un reale coinvolgimento nelle decisioni che riguardano la sicurezza del territorio», afferma.

L’attacco al centrodestra alessandrino

La capogruppo Pd rivolge infine una critica politica agli esponenti locali del centrodestra. Citando Davide Buzzi Langhi, Enzo Amich e Riccardo Molinari, ai quali contesta il mancato intervento sulla vicenda del San Michele.

Per Rossa, il tema della sicurezza non può essere affrontato soltanto attraverso «proclami», ma richiede attenzione alle condizioni degli istituti, agli operatori e al rapporto con il territorio. «Alessandria non può e non deve accettare passivamente di essere trattata come una servitù dello Stato senza voce in capitolo», conclude. «Basta con la retorica dei proclami: servono fatti, rispetto e investimenti reali».

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