Alessandria, l’ex ospedale psichiatrico diventa luogo di accoglienza e inclusione
Due interventi finanziati con 1,8 milioni di euro del Pnrr: otto posti letto per l'Housing Temporaneo agli Orti Sociali e la riqualificazione del dormitorio di via Mazzini, che aprirà anche alle donne e offrirà nuovi servizi durante il giorno
ALESSANDRIA – Da luogo di isolamento a spazio di accoglienza, solidarietà e autonomia. L’ex Ospedale Psichiatrico San Giacomo di Alessandria cambia progressivamente volto. Attraverso due interventi che puntano a rafforzare il sistema cittadino di assistenza alle persone in difficoltà.
Il sindaco Giorgio Abonante e l’assessore alle Politiche sociali Roberta Cazzulo hanno effettuato nei giorni scorsi due sopralluoghi al nuovo Housing Temporaneo degli Orti Sociali e al dormitorio di via Mazzini. Interessato da un importante progetto di riqualificazione.
Due strutture con funzioni differenti, ma accomunate dall’obiettivo di superare la semplice risposta all’emergenza abitativa. Offrendo percorsi di accompagnamento sociale, inclusione e reinserimento lavorativo. Gli investimenti complessivi ammontano a 1,8 milioni di euro di fondi Pnrr.
Housing Temporaneo, otto posti letto per ripartire
Il primo intervento riguarda la nuova struttura realizzata nell’area degli Orti Sociali, grazie a un finanziamento di 710mila euro ottenuto dal Cissaca, il Consorzio Servizi Sociali Alessandria. Il progetto è stato sviluppato attraverso un percorso di coprogettazione con la Cooperativa Sociale Company & e si affianca agli altri servizi di accoglienza cittadini, maschili e femminili.
L’edificio, costruito in legno secondo criteri di sostenibilità ambientale, è in classe energetica A e dispone di un impianto fotovoltaico. Al suo interno trovano spazio otto posti letto distribuiti in quattro camere, oltre ad ambienti e servizi comuni. Il modello si ispira all’approccio Housing First, che considera la disponibilità di un’abitazione il punto di partenza per costruire percorsi personalizzati verso l’autonomia.
La struttura è concepita come una piccola comunità. Nella quale la convivenza, la condivisione degli spazi e la gestione delle responsabilità quotidiane diventano strumenti di crescita personale e reinserimento sociale.
Via Mazzini, il dormitorio cambia funzione
Il secondo intervento interessa il dormitorio di via Mazzini, storico servizio di accoglienza maschile attivo dal 2006. La riqualificazione prevede un investimento complessivo di 1.090.000 euro, dei quali 910mila destinati ai lavori e 180mila alla gestione, sempre nell’ambito del Pnrr.
Il progetto punta a trasformare il dormitorio in un servizio sociale a bassa soglia. Aperto anche alle donne e accessibile durante il giorno, superando la tradizionale funzione di semplice ricovero notturno. La struttura sarà dotata di bagni, docce e lavanderia, mentre la nuova organizzazione consentirà l’apertura diurna per cinque giorni alla settimana.
La gestione sarà sviluppata attraverso la collaborazione tra Cissaca e Caritas cittadina. Rafforzando anche i collegamenti con i servizi sanitari territoriali, in particolare il Ser.D e il Centro di Salute Mentale. L’obiettivo è offrire non soltanto un riparo, ma anche ascolto, orientamento e accompagnamento, aiutando le persone più fragili ad accedere ai servizi e alle opportunità disponibili.
«Non basta rispondere all’emergenza»
Per il sindaco Giorgio Abonante, i due interventi rappresentano una risposta concreta alla crescita delle situazioni di povertà e marginalità. «Tutte le città italiane stanno affrontando la povertà crescente nella popolazione con tutti i mezzi a disposizione. Che, per quanto riguarda le amministrazioni comunali, sono spesso insufficienti e che avrebbero bisogno di un aiuto statale».
Il primo cittadino sottolinea il significato di una strategia che punta a costruire soluzioni durature. «Una città che non si limita a rispondere all’emergenza, ma costruisce percorsi di autonomia e inclusione».
Particolarmente importante, secondo Abonante, è anche il valore simbolico del luogo scelto. «È particolarmente significativo che questo avvenga in un’area che porta con sé una storia complessa come quella dell’ex Ospedale Psichiatrico San Giacomo», osserva. Ricordando come spazi un tempo associati alla reclusione manicomiale vengano oggi progressivamente restituiti alla comunità.
«Dall’isolamento alla dignità»
Anche l’assessore Roberta Cazzulo insiste sul cambiamento di significato dell’ex complesso psichiatrico. «Siamo orgogliosi di poter riscattare la sofferenza antica dello spazio dell’ex Ospedale Psichiatrico. Trasformando spazi di isolamento in luoghi di bellezza, natura e accoglienza dignitosa, dove la libertà e il benessere dell’individuo sono messi al centro».
L’assessore richiama le esperienze già presenti nell’area, dagli orti dedicati alla terza età alle attività di reinserimento della Ristorazione Sociale, alle quali si aggiungono ora i nuovi servizi abitativi. Cazzulo ringrazia il presidente del Cissaca Bassini, la direttrice Guasasco, la struttura consortile e la Cooperativa Sociale Company & per il lavoro svolto. Al centro del progetto c’è la coprogettazione tra amministrazione pubblica, servizi sociali e Terzo Settore, considerata uno strumento essenziale per affrontare bisogni sempre più complessi.