Alessandria, gli “Omini” di Bort conquistano la rotonda di Spalto Gamondio
Catenaccio: Le sagome di Teo e di altri due celebri personaggi diventano un'installazione permanente. È l'eredità della mostra «Il secolo di Bort», appena conclusa alle Sale d'Arte. Abonante: «Un patrimonio di simpatia e intelligenza»
ALESSANDRIA – Gli “Omini” di Bort escono dalle Sale d’Arte e conquistano le strade della città. Le sagome di Teo e di altri due celebri personaggi del vignettista Mario Bortolato, in arte Bort, sono state collocate in maniera permanente nella rotonda di Spalto Gamondio. Diventando così parte dell’arredo urbano di Alessandria.
L’iniziativa rappresenta un omaggio all’artista nel centenario della nascita e costituisce il lascito della mostra “Il secolo di Bort”, conclusasi domenica scorsa alle Sale d’Arte di via Machiavelli. L’esposizione, promossa dal Comune e da Asm Costruire Insieme, era stata curata da Cristoforo Moretti insieme ai figli dell’artista, Paolo e Marina Bortolato.
Bort e Alessandria, un legame lungo 65 anni
La scelta di rendere permanente l’installazione nasce dalla volontà dell’Amministrazione di mantenere viva la memoria di uno dei vignettisti italiani più popolari del Novecento, profondamente legato ad Alessandria, dove ha vissuto per 65 anni.
Proprio la quotidianità cittadina è stata una delle principali fonti d’ispirazione delle sue vignette. Attraverso personaggi inconfondibili, Bort ha raccontato con ironia, garbo e intelligenza i vizi e le virtù della società. Trasformando situazioni comuni in immagini capaci di parlare a un pubblico nazionale. I suoi disegni sono apparsi per decenni su importanti testate, tra cui “La Settimana Enigmistica” e “Il Secolo XIX”, contribuendo alla sua grande popolarità.
«Un patrimonio da consegnare ai giovani»
Con la nuova installazione, una parte della mostra entra dunque stabilmente nel paesaggio cittadino. Trasformandosi in un simbolo riconoscibile per gli alessandrini e per chi arriva in città. «Con questo gesto intendiamo consegnare alle future generazioni il ricordo di un artista straordinario che ha portato il nome di Alessandria in tutta Italia», sottolinea il sindaco Giorgio Abonante. «Gli “Omini” di Bort sono un patrimonio di simpatia e intelligenza: vederli oggi accogliere chi arriva in città significa celebrare la nostra identità e mantenere vivo un legame affettivo».
Il primo cittadino ricorda anche un particolare significativo. La città industriale del Novecento che faceva da sfondo a molte vignette di Bort era, in realtà, proprio Alessandria. Un legame che oggi trova una nuova espressione nella rotonda di Spalto Gamondio. Dove Teo e gli altri “Omini” continueranno a raccontare, a modo loro, la città e i suoi abitanti.