Carceri di Alessandria, Ravetti (Pd): «Serve un piano straordinario»
Il vicepresidente del Consiglio regionale chiede investimenti al Don Soria, il potenziamento dell’assistenza sanitaria e il recupero delle attività lavorative interrotte al San Michele
ALESSANDRIA – Un piano straordinario per affrontare le conseguenze della trasformazione del carcere San Michele in struttura destinata ai detenuti sottoposti al regime del 41-bis. A chiederlo è Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte ed esponente del Partito democratico, intervenuto durante la seduta dedicata al sistema penitenziario.
Secondo Ravetti, il trasferimento dei detenuti in media sicurezza dal San Michele ha determinato nuove pressioni sul Don Soria di Alessandria e su altri istituti piemontesi, tra cui quello di Biella. La riorganizzazione ha inoltre comportato l’interruzione di attività produttive e formative consolidate, dalla panificazione alla falegnameria, fino all’agricoltura sociale.
«Occorre definire un piano straordinario per far fronte alle esigenze dei detenuti in regime 41-bis», afferma Ravetti. Sottolineando la necessità di garantire risorse adeguate anche alle strutture che accolgono i detenuti trasferiti.
Sanità, lavoro e investimenti
Il Pd ha presentato un ordine del giorno che chiede interventi infrastrutturali al Don Soria, il potenziamento dei protocolli sanitari dell’Asl AL e una revisione della gestione dei trasferimenti verso gli ospedali.
Tra le priorità figura anche il recupero delle attività lavorative e formative interrotte al San Michele, da riproporre al Don Soria oppure in strutture esterne del territorio alessandrino. Coinvolgendo quindi Ministero della Giustizia, enti locali e Terzo Settore.
Un monitoraggio regionale
Il documento propone inoltre un tavolo regionale di monitoraggio sulle conseguenze della riorganizzazione penitenziaria. Con particolare attenzione al sovraffollamento. Richiesta anche l’istituzione dell’Osservatorio permanente interistituzionale per la sanità penitenziaria e di una cabina di regia regionale sulle politiche rivolte alle persone private della libertà.
L’obiettivo, sostiene Ravetti, è accompagnare la trasformazione del San Michele senza compromettere le condizioni degli altri istituti e le opportunità di reinserimento dei detenuti.