Vino, Coldiretti Alessandria boccia il bando regionale: «Un milione e mezzo non basta»
L’associazione critica le risorse e i vincoli previsti per sostenere il comparto vitivinicolo. Bianco: «Le imprese hanno bisogno di aiuti concreti»
ALESSANDRIA – Un milione e mezzo di euro per rilanciare il settore vitivinicolo piemontese? Troppo poco, secondo Coldiretti Alessandria, che esprime forti perplessità sul nuovo bando regionale 2026-2027 destinato a sostenere gli accordi di filiera e favorire nuovi sbocchi commerciali per le giacenze di vino invenduto. Nel mirino dell’associazione agricola finiscono sia le condizioni di accesso ai finanziamenti sia, soprattutto, la dotazione economica giudicata insufficiente rispetto alle necessità delle aziende.
«Pur riconoscendo la volontà della Regione di intervenire a sostegno del comparto, il bando presenta condizioni di accesso e vincoli operativi limitanti, ma l’elemento di maggior criticità riguarda la dotazione finanziaria», afferma Mauro Bianco, presidente di Coldiretti Alessandria.
Secondo Bianco, lo stanziamento complessivo di 1,5 milioni di euro non consentirebbe di raggiungere una platea sufficientemente ampia di imprese,. Penalizzando quindi un settore che svolge anche un’importante funzione di presidio economico e sociale del territorio.
«Non serve un contentino»
Ancora più esplicito il direttore provinciale Elio Gasco: «Non serve un contentino, ma una formula concreta e reale di supporto». Coldiretti chiede alla Regione finanziamenti proporzionati agli obiettivi e misure più accessibili. Capaci di tenere conto delle caratteristiche delle diverse aziende vitivinicole.
A confermare il peso economico del settore sono i dati provinciali: 2.296 imprese, una superficie vitata di 11.159 ettari e una produzione di circa 665mila quintali di uva da vino. Il territorio può inoltre contare su 12 denominazioni Doc e 7 Docg. Espressione di una tradizione produttiva che Coldiretti considera strategica e da tutelare attraverso politiche regionali più incisive.