Casale Monferrato: omicidio Campagnola, processo fermo. Appello al Governo
A quasi quattro anni dall’omicidio di Fabio Campagnola in Brasile, il processo di primo grado non si è ancora concluso. Il principale imputato è agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La famiglia della vittima chiede al Governo italiano di acquisire informazioni ufficiali sullo stato del procedimento.
Casale Monferrato – Fabio Campagnola, processo ancora fermo in Brasile: la famiglia chiede l’intervento del Governo italiano.
A quasi quattro anni dall’uccisione dell’imprenditore monferrino, il procedimento di primo grado in Brasile non si è ancora concluso. Il principale imputato si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La famiglia: «Il Governo italiano acquisisca ufficialmente informazioni sullo stato del procedimento».
A quasi quattro anni dall’omicidio di Fabio Campagnola, l’imprenditore italiano ucciso a colpi di pistola davanti alla sua gelateria a Praia do Francês, in Brasile, il processo di primo grado non è ancora arrivato a conclusione.
Una vicenda che continua a destare preoccupazione tra i familiari della vittima, che oggi chiedono alle istituzioni italiane di attivarsi ufficialmente presso le autorità brasiliane per conoscere con precisione lo stato del procedimento, i motivi dei ritardi e i tempi previsti per la definizione del processo.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, il principale imputato, si trova attualmente agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
L’omicidio di Fabio Campagnola a Praia do Francês
Fabio Campagnola venne ucciso all’inizio di gennaio davanti alla gelateria che gestiva a Praia do Francês, località turistica nello Stato di Alagoas.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza documentarono le drammatiche fasi dell’accaduto.
Fin dalle prime fasi del procedimento, i legali della famiglia Campagnola avevano chiesto ulteriori approfondimenti investigativi e l’audizione di alcuni testimoni oculari che non sarebbero stati ascoltati durante l’attività iniziale della Procura.
Tra questi anche i titolari di alcuni locali della zona e un giovane ripreso dalle telecamere mentre si trovava seduto a un tavolo della gelateria nei momenti in cui avvenne l’omicidio.
Il processo non è ancora concluso
A distanza di quasi quattro anni, tuttavia, il procedimento giudiziario di primo grado risulta ancora pendente.
Un ritardo che alimenta l’inquietudine dei familiari di Fabio Campagnola, anche alla luce dell’attuale situazione cautelare dell’imputato principale, che non si trova più in carcere ma, secondo quanto riferito dalla famiglia, agli arresti domiciliari controllati attraverso un dispositivo elettronico.
Proprio l’evoluzione del procedimento e il lungo tempo trascorso senza una decisione definitiva di primo grado spingono ora la famiglia a chiedere un intervento delle autorità italiane.
«Il Governo italiano chieda informazioni ufficiali al Brasile»
La richiesta è che il Governo italiano, attraverso il Ministero degli Affari Esteri, l’Ambasciata d’Italia e le rappresentanze diplomatiche competenti, acquisisca formalmente dalle autorità brasiliane tutte le informazioni disponibili sullo stato del procedimento.
La famiglia chiede in particolare di conoscere a che punto sia il processo, quali attività giudiziarie debbano ancora essere svolte e quali siano le ragioni che hanno determinato tempi così lunghi prima della conclusione del primo grado di giudizio.
Non si tratta, sottolineano i familiari, di interferire con l’autonomia della magistratura brasiliana, ma di garantire attenzione istituzionale a una vicenda che riguarda un cittadino italiano ucciso all’estero e il diritto dei suoi familiari a conoscere l’evoluzione del procedimento.
Già nelle fasi iniziali della vicenda, l’avvocato Claudio Falleti, dello Studio Legale Internazionale Falleti & Partners e legale italiano della famiglia Campagnola, aveva respinto la ricostruzione secondo cui quanto avvenuto potesse essere ricondotto a una situazione di legittima difesa, sostenendo invece la gravità dell’azione ripresa dalle telecamere e chiedendo che venissero accertate fino in fondo tutte le responsabilità.
Oggi il tema principale è però soprattutto quello dei tempi della giustizia.
Per i familiari di Campagnola, dopo quasi quattro anni è necessario conoscere attraverso canali istituzionali quale sia la reale situazione processuale e quali siano le prospettive per arrivare finalmente alla conclusione del procedimento di primo grado.
La famiglia attende ancora giustizia
Il funerale di Fabio Campagnola venne celebrato in Brasile e la salma fu tumulata nella tomba della moglie. La famiglia aveva successivamente espresso la volontà di riportare in Italia le sue spoglie cremate per trasferirle nel cimitero di Casale Popolo.
A distanza di anni, resta però ancora aperta la questione giudiziaria.
La richiesta che arriva oggi dall’Italia è quindi chiara: ottenere dalle istituzioni competenti una ricognizione ufficiale e aggiornata sul procedimento brasiliano e assicurare che il caso di Fabio Campagnola continui a essere seguito anche sul piano diplomatico.