Mancio, il torello della Val Lemme che conquista l’eccellenza genetica
Prestigioso riconoscimento per l’allevamento di Andrea Giaroli a Fraconalto. Il bovino selezionato da Anaborapi per la fecondazione artificiale: «Un sogno che si realizza»
FRACONALTO – Si chiama Mancio, è nato il 6 aprile 2025 e ha già conquistato un traguardo che pochissimi suoi simili riescono a raggiungere. Il torello dell’allevamento di Andrea Giaroli, sulle alture della Val Lemme, è stato selezionato dal Centro Genetico Anaborapi per la fecondazione artificiale della Razza Bovina Piemontese.
Un risultato particolarmente significativo per un allevamento dell’Appennino alessandrino, considerando che la maggior parte dei bovini selezionati proviene dalle province di Cuneo e Torino.
Dall’ingegneria all’allevamento
Dietro questo successo c’è la storia di Andrea Giaroli, ingegnere elettronico che ha scelto di dedicarsi all’allevamento sui pendii di Fraconalto. Dove gli animali trascorrono parte dell’anno sui pascoli appenninici. «Dieci anni fa O_Pamela conquistò il titolo di Campionessa Assoluta alla Mostra Nazionale di Cuneo. Da allora desideravo raggiungere il vertice anche nel settore genetico. Il mio Mancio ce l’ha fatta!», racconta l’allevatore.
Mancio al pascolo
Il percorso per ottenere l’abilitazione è particolarmente rigoroso. Ogni mese Anaborapi seleziona 18 vitelli tra quelli iscritti al Libro Genealogico, valutandone caratteristiche genetiche, morfologiche, sanitarie e comportamentali. Al termine delle verifiche, che durano circa un anno, soltanto due o tre soggetti riescono generalmente a superare tutti i test.
Il valore della montagna
Soddisfazione da Coldiretti Alessandria, che considera il risultato un esempio del valore dell’allevamento nelle aree montane. Il presidente Mauro Bianco sottolinea l’importanza del miglioramento genetico, della qualità produttiva e della tutela del Made in Italy.
«Dietro a un piatto di carne di razza Piemontese c’è il lavoro di allevatori che preservano territori altrimenti disabitati e conservano la biodiversità», aggiunge il direttore Elio Gasco. Congratulandosi con Giaroli per il prestigioso traguardo.