Alessandria, arresto cardiaco al Centogrigio. Salvato a 58 anni grazie al defibrillatore
Il malore nell’area dei campi da padel. Decisivo l’intervento di un medico presente nell’impianto sportivo: dopo una sola scarica, l’uomo ha ripreso conoscenza
ALESSANDRIA – Colpito da un arresto cardiaco mentre si trovava nell’area dei campi da padel del Centogrigio, è stato salvato grazie al tempestivo intervento di un medico e all’utilizzo del defibrillatore presente nell’impianto sportivo. Protagonista della vicenda un uomo di 58 anni, soccorso nella serata di lunedì 19 ottobre, intorno alle 23. Un’emergenza affrontata con grande rapidità, che ha permesso di ripristinare il battito cardiaco prima dell’arrivo dei mezzi del 118.
A prestare i primi soccorsi è stato un medico presente sul posto, che ha immediatamente utilizzato il defibrillatore semiautomatico (Dae) disponibile all’interno del centro sportivo. È bastata una sola scarica perché il cuore dell’uomo riprendesse a battere spontaneamente. Il 58enne ha recuperato anche lo stato di coscienza.
Nel frattempo, la Centrale Operativa del 118 di Alessandria, gestita da Azienda Zero, ha coordinato l’intervento. Inviando al Centogrigio due mezzi di emergenza per la presa in carico e l’assistenza sanitaria del paziente. La presenza del medico e la disponibilità immediata del defibrillatore sono state determinanti per intervenire fin dai primi istanti dell’arresto cardiaco.
L’importanza di intervenire subito
L’episodio conferma quanto sia fondamentale la rapidità dei soccorsi in caso di arresto cardiaco. Ogni minuto è prezioso e l’avvio tempestivo delle manovre di rianimazione, insieme alla defibrillazione quando indicata, può fare la differenza.
Il salvataggio al Centogrigio arriva proprio nei giorni della Settimana VIVA!, l’iniziativa dedicata alla sensibilizzazione sulla rianimazione cardiopolmonare, promossa in Italia dall’Italian Resuscitation Council (Irc). Una vicenda che dimostra concretamente l’importanza di diffondere i defibrillatori negli impianti sportivi e nei luoghi pubblici. Ma anche di formare sempre più persone alle manovre salvavita, affinché possano intervenire in attesa dell’arrivo del personale sanitario.