Woda Woda, in finale al Sanremo Rock e in estate l'album d'esordio
Hanno vinto la tappa regionale e a maggio prenderanno parte alle finali del Sanremo Rock, concorso nazionale seguito dagli addetti…
ALESSANDRIA – La band alessandrina Woda Woda protagonista di una serata all’insegna dell’hard rock.
Venerdì 23 ottobre, il gruppo arriva sul palco dello Slaughter Club di Paderno Dugnano (Milano) per aprire la tappa italiana dei celebri Crashdïet. Per la prima volta suoneranno dal vivo ‘Codardo Maledetto’, il nuovo singolo in uscita lo stesso giorno su tutte le piattaforme digitali.
La band svedese Crashdïet è considerata una delle più influenti della scena metal contemporanea, e richiama il dna di gruppi leggendari come Guns N’ Roses, Kiss e Skid Row.
Woda Woda, in finale al Sanremo Rock e in estate l'album d'esordio
Hanno vinto la tappa regionale e a maggio prenderanno parte alle finali del Sanremo Rock, concorso nazionale seguito dagli addetti…
Ad aprire il loro concerto è la rock band formatasi tra Novi Ligure, Alessandria, Serravalle Scrivia e Ovada. “Siamo loro grandi ascoltatori da tempo – racconta Massimo Montecucco, voce dei Woda Woda – e ne condividiamo lo stile hard rock. Per noi è un onore salire su un palco tanto importante” .
Nati nel 2015 come band tributo, i Woda Woda hanno pubblicato un album e una decina di singoli. La band è attualmente al lavoro sul nuovo concept album ‘L’Estinzione è Qui!‘, da cui è tratto il singolo ‘Codardo Maledetto’. “In questo nuovo disco – aggiunge il frontman – descriviamo una visione diversa dell’inferno, che esula dai soliti dogmi canonici. Siamo quattro membri e rappresentiamo rispettivamente quattro angeli caduti che, scoprendo la Terra, arrivano alla constatazione di trovarsi all’inferno”.
L’obiettivo dell’album è infatti denunciare le problematiche del mondo che ha costruito l’uomo, tra guerre, avidità e manipolazioni. “A luglio è uscito il nostro singolo ‘Sulla Luna’, un brano contro le fake news, secondo noi rappresentate dallo sbarco sulla Luna. ‘Codardo Maledetto’, invece, è una denuncia feroce contro l’arroganza del potere: non è il potere in sé il problema, ma chi lo detiene, il modo in cui lo amministra e ne trae vantaggio a scapito delle vite degli altri.”