Tortona: bimba di 3 anni uccisa dalla madre nella struttura protetta
Cronaca
Marco Gotta   
23 Ottobre 2026
ore
13:06 Logo Newsguard
La tragedia

Tortona: bimba di 3 anni uccisa dalla madre nella struttura protetta

La 30enne temeva di dover riavvicinare la figlia all'ex partner violento. Nessun segnale d'allarme aveva fatto presagire il gesto nella struttura protetta.

TORTONA – Una drammatica vicenda ha sconvolto la comunità di Tortona nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23. Una donna di circa trent’anni, di nazionalità ucraina, ha ucciso la figlia di appena tre anni all’interno di un alloggio di social housing in via Baluardo, a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria Canale.

L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Tortona e i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della piccola. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle modalità del delitto, al momento ancora al vaglio del medico legale e dei rilievi scientifici dell’Arma.

Il contesto familiare e il timore per le visite del padre

Il dramma si sarebbe consumato al culmine di una vicenda personale complessa e segnata da forti tensioni. La donna, che viveva nella struttura insieme alla bambina, ne deteneva l’affidamento esclusivo a seguito della rottura con l’ex compagno, un cittadino italiano descritto con trascorsi violenti nei confronti della donna, ma non verso la minore.

A innescare il tracollo psicologico potrebbe essere stato l’esito di una recente udienza in tribunale, nella quale era stato disposto l’avvio di un percorso graduale di riavvicinamento tra la bambina e il padre. La prospettiva di dover consentire all’ex compagno di riallacciare i contatti con la figlia avrebbe turbato profondamente la donna, fino al tragico epilogo della scorsa notte.

Nessun segnale d’allarme pregresso secondo il Cisa di Tortona

La madre e la bambina erano seguite dai servizi sociali del Cisa (Consorzio Intercomunale Servizi Assistenziali). Secondo le prime ricostruzioni degli operatori e degli investigatori, non erano mai emerse avvisaglie o segnali di allarme tali da far presagire un simile gesto estremo all’interno dell’alloggio protetto.

La donna si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre i Carabinieri proseguono gli accertamenti per chiarire la dinamica esatta dei fatti e le ore immediatamente precedenti alla tragedia.

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