Carcere di San Michele, Locci attacca Abonante: «Perché non coinvolge l’Anci?»
Il capogruppo di Fratelli d’Italia replica alle critiche del Pd sul trasferimento dei detenuti al 41-bis. «Basta allarmismi, la sicurezza è competenza dello Stato». E rilancia il confronto istituzionale: «La mia disponibilità non è mai stata raccolta»
ALESSANDRIA – Il trasferimento dei detenuti al 41-bis nel carcere di San Michele accende nuovamente lo scontro politico. Questa volta a intervenire è Emanuele Locci, capogruppo di FdI in Consiglio comunale e presidente della Commissione nazionale Anci Legalità, Gestione beni confiscati e Giustizia,. Che replica alle accuse del segretario cittadino del Pd Rapisardo Antinucci e chiama direttamente in causa il sindaco Giorgio Abonante.
La contestazione riguarda soprattutto il mancato coinvolgimento dell’Anci nel confronto con il Governo. «Trovo singolare che il sindaco Abonante lamenti continuamente l’assenza di interlocuzione con il Governo. Ma non abbia mai chiesto, almeno alla Commissione che presiedo, di attivare questo canale istituzionale», afferma Locci.
«La sicurezza nazionale è competenza dello Stato»
Il rappresentante di Fratelli d’Italia respinge innanzitutto la definizione di scelta «autoritaria» utilizzata da Antinucci per criticare la riorganizzazione del sistema penitenziario. Secondo Locci, il trasferimento dei detenuti sottoposti al regime speciale rientra in un piano nazionale finalizzato a rafforzare la lotta alla criminalità organizzata.Concentrando i detenuti di particolare pericolosità in strutture specializzate.
«La sicurezza nazionale non può essere subordinata al consenso delle singole amministrazioni locali», sostiene. Locci invita inoltre a non alimentare preoccupazioni che considera ingiustificate sul possibile radicamento della criminalità organizzata nel territorio alessandrino.
Il 41-bis e le garanzie di sicurezza
«La presenza di detenuti al 41-bis non significa un maggiore rischio di infiltrazioni mafiose sul territorio», afferma il capogruppo di FdI. Ricordando che il regime speciale prevede controlli rigorosi e limitazioni particolarmente severe nei collegamenti con l’esterno.
A sostegno della propria posizione richiama anche una risposta del Ministero della Giustizia a un’interrogazione parlamentare relativa al carcere di Nuoro. Nella quale, riferisce Locci, le restrizioni del 41-bis sono state indicate come un elemento capace di contenere l’impatto sul territorio.
Il consigliere sostiene inoltre che l’attivazione di sezioni specializzate comporterà l’impiego di personale formato e maggiori presìdi di sicurezza, con risorse aggiuntive per Alessandria.
«Tuteli anche i progetti di reinserimento»
Locci riconosce comunque il valore delle attività educative e lavorative sviluppate negli anni all’interno del carcere di San Michele. Uno dei punti centrali delle preoccupazioni espresse dal centrosinistra. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia occorre individuare soluzioni che ne consentano, dove possibile, la prosecuzione. «Sicurezza e funzione rieducativa della pena non sono in contraddizione», osserva.
È proprio sul confronto istituzionale che si concentra la parte più critica dell’intervento. Locci spiega di essere al lavoro, nella veste di presidente della Commissione nazionale Anci competente in materia, per la costituzione di un tavolo nazionale sulle carceri. Obiettivo, favorire il dialogo tra Comuni, Governo e amministrazione penitenziaria.
La replica al sindaco Abonante
«Già a marzo avevo pubblicamente manifestato questa disponibilità», ricorda Locci. Sottolineando che Alessandria può contare su un proprio consigliere comunale alla guida della Commissione nazionale Anci. E che lo stesso Abonante fa parte del Consiglio nazionale dell’associazione. «Nonostante questo, non ho ricevuto alcuna richiesta di collaborazione», aggiunge.