San Michele: 41-bis, trasferiti i boss. Conclusa l’operazione “Klepsydra”
Cronaca
Monica Gasparini   
27 Ottobre 2026
ore
18:30 Logo Newsguard
Carceri e sicurezza

San Michele: 41-bis, trasferiti i boss. Conclusa l’operazione “Klepsydra”

La Casa di reclusione alessandrina diventa un polo dedicato al regime speciale: nell’operazione impiegati 250 agenti della Polizia penitenziaria e 50 mezzi.

SAN MICHELE – 41-bis, trasferiti i detenuti ad Alessandria: conclusa l’operazione “Klepsydra”. La Casa di reclusione di San Michele diventa un polo dedicato alla gestione dei detenuti e degli internati sottoposti al regime speciale. Nell’operazione impiegati 250 agenti della Polizia penitenziaria e 50 mezzi.

Si è conclusa con il trasferimento di detenuti e internati sottoposti al regime del 41-bis nella Casa di reclusione di Alessandria la terza fase del progetto di riorganizzazione del circuito detentivo speciale promosso dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia. L’operazione, denominata “Klepsydra”, ha richiesto un imponente dispositivo di sicurezza, con l’impiego di 250 unità della Polizia penitenziaria e 50 mezzi terrestri.

Con il completamento dei trasferimenti, la struttura penitenziaria di San Michele assume il ruolo di polo dedicato alla gestione dei detenuti e degli internati sottoposti al regime previsto dall’articolo 41-bis dell’Ordinamento penitenziario.

 

La terza fase dopo “Argus” e “Alto impatto”

“Klepsydra” rappresenta il terzo passaggio del piano di riorganizzazione del circuito detentivo speciale avviato dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Il percorso era iniziato a giugno con l’operazione “Argus” ed era proseguito nel mese di settembre con “Alto impatto”. Il trasferimento a San Michele completa quindi una nuova fase del processo di riassetto delle strutture destinate ai detenuti sottoposti al 41-bis.

A commentare l’operazione è stato anche il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, che ha ringraziato gli uomini e le donne del Gruppo operativo mobile e della Polizia penitenziaria impegnati nel progetto di riorganizzazione.

“A loro va la mia gratitudine anche per i sacrifici che compiono ogni giorno, lontano dai riflettori, nelle sezioni detentive”. Balboni ha inoltre ribadito l’impegno del Governo sul fronte della sicurezza penitenziaria e del contrasto alla criminalità organizzata.

Operazione coordinata dal Gom

L’intervento si è svolto sotto la direzione strategica della Direzione generale delle Specialità del Corpo di Polizia penitenziaria. Mentre il coordinamento operativo è stato affidato al Gruppo operativo mobile (Gom), struttura di riferimento per le attività legate al circuito detentivo speciale.

Il Gom ha operato insieme agli altri reparti specializzati della Polizia penitenziaria, tra cui l’Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza (USPeV), il Gruppo di Intervento Operativo (Gio) e le articolazioni territoriali del Corpo.

Un ruolo centrale è stato svolto anche dal Centro Comando Supporto Operazioni. Costituito presso l’Ufficio centrale e incaricato di seguire in tempo reale le diverse fasi dell’intervento, garantendo il raccordo tra le unità impegnate sul territorio. La Sala Situazioni e la Centrale Operativa Nazionale hanno assicurato il flusso informativo e il coordinamento dell’intero dispositivo.

 

Sicurezza e coordinamento per il trasferimento dei detenuti

L’operazione ha richiesto una pianificazione particolarmente articolata. Oltre alla movimentazione dei detenuti, sono stati predisposti gli assetti di sicurezza e il coordinamento con le altre Forze di polizia, le Autorità di pubblica sicurezza e le componenti sanitarie.

Al lavoro operativo si è affiancata anche l’attività di analisi del GOM, attraverso l’esame delle informazioni provenienti dai reparti, il monitoraggio dei comportamenti e delle fonti aperte, con l’obiettivo di supportare la pianificazione e adeguare i servizi alle esigenze di sicurezza.

La conclusione dell’operazione “Klepsydra” segna così un ulteriore passaggio nella riorganizzazione del circuito 41-bis. Con Alessandria inserita tra le strutture destinate alla gestione dei detenuti sottoposti al regime detentivo speciale.

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