Spinetta: Pfas, mobilitazione per una causa collettiva
Cronaca
Monica Gasparini   
27 Ottobre 2026
ore
09:15 Logo Newsguard
Dossier Spinetta

Spinetta: Pfas, mobilitazione per una causa collettiva

Prosegue la consegna dei referti del Biomonitoraggio della Regione, ma ne restano molti - almeno un centinaio - ancora da ritirare.

SPINETTA MARENGO – Biomonitoraggio PFAS a Spinetta, continua la consegna dei referti. Intanto, si rafforza la mobilitazione per una causa legale collettiva.

A Spinetta Marengo prosegue il biomonitoraggio dei PFAS: la consegna dei referti é in atto, anche se circa cento persone non hanno ancora ritirato i risultati, mentre il programma di monitoraggio proseguirà fino a dicembre 2027.

‘La mobilitazione’

A Spinetta Marengo, la consegna dei referti del biomonitoraggio dei PFAS rappresenta un momento importante per la comunità e per chi da tempo si sta mobilitando sul tema dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche.
Ieri, in occasione della distribuzione dei risultati, all’esterno della sede distrettuale ASL, l’iniziativa di informazione e sensibilizzazione – portata avanti da Fabrizio Boschetto e Maurizia Perruchon – si è concentrata anche su un obiettivo preciso. Creare le condizioni per promuovere una possibile causa legale collettiva, mettendo insieme cittadini e cittadine che intendono approfondire le possibilità di tutela dei propri diritti.

La mobilitazione punta a trasformare l’attesa dei risultati in un’occasione di partecipazione e consapevolezza. Il biomonitoraggio, infatti, non riguarda soltanto i singoli referti. Ma si inserisce in un percorso più ampio di attenzione alla salute pubblica e all’esposizione ai PFAS, sostanze persistenti nell’ambiente che da anni sono al centro del dibattito scientifico e ambientale.

PFAS, consegnati i referti fino al 18 febbraio 2026

Lunedì sono stati consegnati i referti relativi ai campioni raccolti fino al 18 febbraio 2026. La distribuzione dei risultati prosegue dunque nell’ambito di un programma di biomonitoraggio voluto dall’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte che continuerà fino a dicembre 2027.

Il percorso è ancora lungo e i dati disponibili dovranno essere letti e interpretati con attenzione, evitando conclusioni affrettate sul loro significato sanitario. Il biomonitoraggio consente di rilevare la presenza di determinate sostanze nell’organismo, ma la valutazione del rischio per la salute richiede un’analisi complessiva dei risultati e del contesto di esposizione.

Circa cento referti ancora da ritirare: l’appello a non rinunciare.

Tra gli aspetti che stupiscono c’è il numero di persone che non hanno ancora ritirato il proprio referto: si tratta di circa un centinaio di cittadini.

Dietro questa mancata partecipazione potrebbe esserci anche lo scoraggiamento di fronte a un percorso percepito come complesso, lungo e difficile da affrontare. Proprio per questo, il messaggio degli attivisti è quello di non rinunciare a conoscere i propri risultati e a informarsi sulle iniziative in corso.

Ritirare il referto significa poter disporre di informazioni personali importanti, da discutere con professionisti sanitari qualificati quando necessario. Significa inoltre poter partecipare in modo più consapevole al confronto collettivo sul tema dei PFAS e sulle possibili forme di tutela.

Verso una causa legale collettiva: l’obiettivo è fare rete.

Accanto al biomonitoraggio, prende forma il lavoro di sensibilizzazione per costruire una possibile azione legale collettiva. L’intento è favorire il coinvolgimento delle persone interessate. Condividere  informazioni e valutare, con il supporto di professionisti legali, quali strumenti possano essere concretamente percorribili.

La strada richiede organizzazione, partecipazione e approfondimenti. Non si tratta soltanto di raccogliere adesioni, ma di creare una base informata di cittadini che possa valutare con consapevolezza le eventuali iniziative comuni.

La comunicazione promossa in questi giorni mira proprio a raggiungere anche chi finora è rimasto ai margini, magari perché scoraggiato dall’attesa o incerto su come muoversi.

Biomonitoraggio PFAS fino a dicembre 2027: un percorso ancora aperto

Il programma di biomonitoraggio proseguirà fino a dicembre 2027. Ci sarà quindi ancora tempo per la raccolta e la restituzione dei risultati, mentre resterà centrale la necessità di accompagnare i cittadini nella comprensione dei dati e delle loro implicazioni.

A Spinetta Marengo, la consegna dei referti è così anche un momento di rilancio della partecipazione pubblica. La sfida è evitare che la stanchezza o la sfiducia si traducano in rinuncia e fare in modo che le persone coinvolte possano conoscere i propri risultati, informarsi e decidere consapevolmente se aderire a un percorso comune di tutela.

Perché, di fronte a una questione ambientale complessa come quella dei PFAS, l’accesso alle informazioni e la partecipazione dei cittadini restano elementi fondamentali per costruire risposte condivise.

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