Torino, bypass e valvola aortica sostituiti in un intervento da medico alessandrino
Il Maria Pia Hospital di Torino
Società
Marcello Feola   
28 Ottobre 2026
ore
19:02 Logo Newsguard
La storia

Torino, bypass e valvola aortica sostituiti in un intervento da medico alessandrino

Al Maria Pia Hospital operata una paziente oncologica di 77 anni ad altissimo rischio. Le due procedure, eseguite in una sala ibrida, sono durate complessivamente quattro ore

TORINO – Un bypass coronarico a cuore battente e la sostituzione della valvola aortica mediante Tavi, eseguiti nella stessa seduta operatoria. È il complesso intervento effettuato al Maria Pia Hospital di Torino, struttura di Gvm Care & Research, su una donna di 77 anni affetta da una grave patologia onco-ematologica.

La paziente, sottoposta a prolungate terapie immunosoppressive, presentava un rischio particolarmente elevato di complicanze. L’équipe multidisciplinare ha quindi scelto di combinare due tecniche differenti in un’unica operazione, durata quattro ore.

Il cuore continua a battere

La prima procedura ha riguardato la rivascolarizzazione coronarica attraverso un bypass totalmente arterioso off-pump, eseguito senza fermare il cuore e senza ricorrere alla circolazione extracorporea. Successivamente è stata effettuata la Tavi, tecnica che permette di sostituire la valvola aortica attraverso un catetere.

«La scelta di combinare le due procedure è stata il risultato di una valutazione rigorosa del rapporto rischio-beneficio», spiega Davide Ricci, responsabile  (alessandrino) della Cardiochirurgia.

Nel caso specifico, l’angioplastica con stent non era indicata per le caratteristiche della malattia coronarica. L’approccio tradizionale avrebbe invece comportato rischi particolarmente elevati, anche sul piano infettivo ed ematologico.

 

Davide-Ricci

Davide Ricci

 

Un’équipe multidisciplinare

L’intervento si è svolto in una sala operatoria ibrida, che integra cardiochirurgia e cardiologia interventistica. Il bypass è stato eseguito da Alex Dyrda e Gabriella Rovero, sotto il coordinamento di Ricci. La Tavi è stata effettuata da Alessandro Decio, dell’équipe diretta da Mauro De Benedictis.

Fondamentale anche il contributo degli anestesisti, coordinati da Andrea Cuccio, con Marco Ellena in sala operatoria.

Dalla terapia intensiva alla riabilitazione

Dopo l’operazione, la donna è rimasta 36 ore in terapia intensiva e sette giorni in reparto, prima del trasferimento alla riabilitazione cardiorespiratoria, seguita da Marco Ribezzo. L’intero percorso si è svolto nella stessa struttura.

«Nei casi più complessi non è sufficiente disporre delle migliori tecnologie: è fondamentale che tutte le competenze lavorino in modo integrato», sottolinea Alessandro Morteo, direttore sanitario del Maria Pia Hospital.

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