San Germano, il vescovo di Capua che contribuì a riunire la Chiesa
Società
Marcello Feola   
30 Ottobre 2026
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06:00 Logo Newsguard
Santo del giorno

San Germano, il vescovo di Capua che contribuì a riunire la Chiesa

Dalla rinuncia alle ricchezze alla missione diplomatica a Costantinopoli: la storia del santo ricordato anche per una celebre visione di San Benedetto

ALESSANDRIA – Il 30 ottobre la Chiesa ricorda San Germano, vescovo di Capua, vissuto tra il V e il VI secolo e protagonista di un importante episodio nella storia del cristianesimo: la riconciliazione tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli dopo lo scisma acaciano.

Le notizie sulla sua vita sono limitate e non sempre certe. Secondo una biografia risalente al IX secolo, Germano nacque a Capua da Amanzio e Giuliana, appartenenti a una famiglia benestante. Alla morte del padre, con il consenso della madre, decise di vendere tutti i suoi beni e distribuirne il ricavato ai poveri, dedicandosi completamente alla vita spirituale.

La nomina a vescovo di Capua

Nel 519, dopo la morte del vescovo Alessandro, Germano venne scelto come suo successore alla guida della diocesi di Capua. Il suo episcopato coincise con una fase delicata per la Chiesa, ancora divisa dallo scisma acaciano, che aveva interrotto la comunione tra Roma e Costantinopoli nel 484.

L’imperatore Giustino I, sostenuto dal nipote Giustiniano, favorì un tentativo di riconciliazione. Papa Ormisda affidò a una delegazione guidata proprio da Germano il compito di raggiungere Costantinopoli e ristabilire l’unità ecclesiastica.

Il viaggio attraversò l’Epiro e Tessalonica, prima dell’arrivo nella capitale dell’Impero romano d’Oriente, dove i rappresentanti pontifici furono accolti solennemente. Nel 519, durante la Settimana Santa, Germano presentò la formula di fede di Papa Ormisda, la cui accettazione sancì la conclusione dello scisma.

La delegazione rimase a Costantinopoli ancora per diversi mesi, accompagnando il percorso di riconciliazione.

La visione di San Benedetto

Alla figura di Germano è legato anche un episodio raccontato dalla tradizione benedettina. San Benedetto da Norcia, mentre pregava a Montecassino, avrebbe visto l’anima del vescovo di Capua salire al cielo accompagnata dagli angeli. Per verificare quanto accaduto, inviò alcuni monaci a Capua, apprendendo che Germano era morto proprio nel momento della visione.

La morte di San Germano viene tradizionalmente collocata al 30 ottobre 541, anche se la data non è storicamente certa. Il suo corpo fu inizialmente custodito nella chiesa di Santo Stefano a Capua e successivamente trasferito in una chiesa a lui dedicata. Nell’866 l’imperatore Ludovico II portò con sé le sue reliquie, lasciandone una parte nella località allora conosciuta come Eulogimenopoli.

Il culto del santo si diffuse al punto che il centro assunse il nome di San Germano, mantenuto fino al 1863, quando venne ripristinata la denominazione di Cassino. La memoria liturgica del vescovo ricorre il 30 ottobre.

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