Rita Charon ad Alessandria: la medicina narrativa incontra la ricerca
La fondatrice della medicina narrativa sarà protagonista di due appuntamenti, il 3 novembre a Torino e il 4 ad Alessandria. Al centro il valore dell’ascolto nella cura
ALESSANDRIA – Le storie dei pazienti, l’ascolto e il rapporto tra medico e persona assistita. Sono i temi al centro della visita in Piemonte di Rita Charon. Medico internista e docente alla Columbia University di New York, è considerata la fondatrice della medicina narrativa. La studiosa sarà quindi protagonista di due appuntamenti, martedì 3 novembre a Torino e mercoledì 4 ad Alessandria. Entrambi organizzati nell’ambito delle iniziative conclusive del Festival ‘Iconografia della Salute’.
L’iniziativa è promossa dal Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities del Dairi dell’Irccs Aou Al. E in collaborazione con Christian Delorenzo, esperto di medicina narrativa. La disciplina sviluppata da Charon integra competenze cliniche e umanistiche, riconoscendo di conseguenza il valore delle esperienze raccontate dai pazienti e dagli operatori sanitari.
Il primo incontro, ‘Medicina narrativa. Una celebrazione’, si svolgerà il 3 novembre al Circolo dei lettori di Torino, in via Bogino 9. Alle 14.30 è previsto l’intervento introduttivo di Charon, seguito alle 15.30 da laboratori con Nicoletta Suter e Guenda Bernegger. Alle 17.30 la restituzione plenaria, quindi alle 18.30 la studiosa presenterà il libro ‘Raccontare la malattia. Le nuove frontiere della medicina narrativa’, pubblicato da Raffaello Cortina Editore, in dialogo con Delorenzo, curatore del volume.
Il 4 novembre l’incontro ad Alessandria
La visita proseguirà mercoledì 4 novembre ad Alessandria. Con un confronto tra esperti dedicato all’applicazione della medicina narrativa nei percorsi assistenziali e nella formazione dei professionisti.
«Accogliere Rita Charon significa offrire ai nostri professionisti e alla comunità scientifica un confronto con un medico che ha cambiato il modo di pensare l’ascolto nella cura», sottolinea Antonio Maconi, direttore del Dairi e presidente del Centro Studi per le Medical Humanities. L’obiettivo, spiega Maconi, è far crescere insieme ricerca, competenze cliniche e attenzione all’esperienza delle persone. L’iniziativa è resa possibile anche dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.