Zuppa di ceci, la storia e le ricette del piatto della tradizione
Oggi, per la ricorrenza dei Santi, non può mancare sulle nostre tavole
OVADA – Tempo di ceci. Non può mancare nella festività dei santi un piatto che è sempre stato sulle tavole di tutti gli ovadesi. La tradizione va rispettata anche nel 2026. Il profumo inizierà a dominare le case al giro di boa della mattinata. La zuppa di ceci è un piatto tipico per l’Ovadese. Le varianti sono tante, rappresenta un inno ai sapori ma soprattutto ai colori del Monferrato. L’usanza è ben presente in tutto il Piemonte. Qualcuno ama la versione arricchita in voga nelle Langhe che prevede l’aggiunta della trippa. Il piatto prende il nome di Cisrà. A raccontare le radici e le motivazioni che hanno fatto della zuppa di ceci un’immancabile presenza in questa stagione è stata Lucia Barba, insegnante alle scuole superiori e grande esperta di storia della cucina del territorio. Barba raccontò nel suo “I giorni della festa”, pubblicato nel 2008, tutto quello che c’è da sapere sulla ricorrenza e il cibo che l’accompagna.
E a sorpresa il punto di partenza è un inno alla contaminazione. “Le feste dei Santi e dei morti – spiegava l’insegnante – sembra risalire all’incontro degli antichi romani con la popolazione irlandese dei Celti. Sono loro che ci hanno trasmesso l’usanza di una festa pensata per avvicinarsi ai morti e tentare di dialogare con loro”.
Tradizioni e credenze
Ogni festa ha sempre un legame con la tradizione del cibo, in questo caso i ceci sono l’ennesima conferma. “La cucina – raccontava Barba nel suo libro – è sempre stata il frutto degli ingredienti a disposizione. I ceci in questo periodo dell’anno raggiungono la piena maturazione”. Dalla festa pagana dei Celti si è passati alla versione italiana più in linea con la nostra religione per eliminare quella parte oscura che mal si accompagnava alla cultura del nostro Paese.
Un tempo le donne, mentre si accingevano ad andare alla messa di commemorazione dei morti, iniziavano a far sobbollire i ceci sulla stufa con il brodo; prima di uscire di casa, cambiavano tutte le lenzuola dei letti perché si pensava che durante la loro assenza i loro morti tornassero alla casa lasciata per rifocillarsi e riposarsi di nuovo nei loro letti.
Ognuno ha la sua ricetta della zuppa di ceci in base alla tradizione famigliare. Quella che viene proposta è quella base con alcune varianti in cui tutti si possono ritrovare.
Mettete in ammollo i ceci la notte prima in modo che si ammorbidiscano. In un ampio pentolone fare un soffritto con tutti i gusti: finocchio, aglio, cipolle, carote, sedano, rosmarino: aggiungere l’acqua in modo da creare il brodo aggiungendo i ceci il tutto dovrà cuocere alcune ore.
Perché la zuppa sia completa si aggiungono le costine o le cotenne di maiale , o entrambe. Si possono cucinare a parte per non “ingrassare”troppo il brodo.