Anziani, cohousing e lotta alla solitudine: la Regione accoglie la proposta alessandrina
Il Piano regionale 2026-2028 dà il via libera alle idee della Garante di Alessandria, Paola Ferrari. Stanziato un milione di euro all’anno, ma le risorse restano insufficienti
ALESSANDRIA – Contrastare la solitudine degli anziani, favorire nuove forme di abitare condiviso e rafforzare le reti di assistenza e socialità. Sono alcuni degli obiettivi del Piano regionale per l’Invecchiamento Attivo 2026-2028, approvato dal Consiglio regionale del Piemonte. Che ha accolto diverse osservazioni presentate da Paola Ferrari, Garante degli Anziani del Comune di Alessandria. Il documento, proposto dall’assessore regionale al Welfare Maurizio Marrone, punta a valorizzare gli anziani non soltanto come destinatari di servizi, ma come risorsa per la comunità.
«Avevo richiamato l’attenzione sulla necessità di considerare la solitudine e l’isolamento sociale come problemi da prevenire, non soltanto da affrontare quando diventano emergenze», spiega Ferrari.
Il Piano prevede il rafforzamento delle reti di prossimità, coinvolgendo Comuni, servizi sociali, medici di famiglia, associazioni e volontariato, per individuare tempestivamente le situazioni di fragilità. «Vivere da soli non significa necessariamente essere soli, ma una casa senza relazioni, lontana dai servizi e dalle opportunità di incontro può trasformarsi progressivamente in un luogo di isolamento».
Cohousing, una proposta anche per Alessandria
Tra le novità figura il cohousing senior, modello abitativo che combina alloggi indipendenti, spazi comuni e servizi condivisi. Una soluzione per mantenere autonomia e privacy senza rinunciare alla socialità. Il progetto potrebbe svilupparsi anche attraverso il recupero di immobili inutilizzati.
«Non si tratta di sostituire la casa con una struttura assistenziale, ma di offrire nuove possibilità abitative. Anche Alessandria potrebbe diventare un laboratorio per sperimentare questi modelli», osserva la Garante.
Previsti inoltre interventi per la coabitazione intergenerazionale, l’inclusione digitale, l’attività motoria e la prescrizione sociale, che collega i servizi sanitari alle opportunità culturali del territorio.
Un milione all’anno, Ferrari: «Non basta»
Per il triennio 2026-2028 la Regione ha stanziato un milione di euro all’anno. «È evidente che un milione di euro all’anno non può essere considerato una dotazione sufficiente per affrontare una sfida così ampia», sottolinea Ferrari.
La Garante valuta comunque positivamente l’approvazione del Piano e la possibilità di sviluppare progetti attraverso la collaborazione tra enti locali e Terzo settore. «Dobbiamo chiederci anche quante persone riusciamo a sottrarre all’isolamento, quante mantengono la propria autonomia e quante continuano a sentirsi parte della comunità». La sfida, conclude Ferrari, è consentire agli anziani non soltanto di vivere più a lungo nella propria casa, ma di continuare a essere parte attiva della società.