Lunedì 04 Luglio 2022

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Il pedale di risonanza

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La musica classica richiede, per poterla apprezzare, una certa educazione all’ascolto, ma chiunque si dedichi con una certa regolarità alle opere di Mozart, Beethoven o Chopin, tanto per citare i compositori più celebri, avverte l’eleganza del primo, la drammaticità del secondo ed è rapito dalla ricchezza di sfumature nei brani del terzo. Solo i più appassionati però sono consapevoli del tributo che il genio di questi tre autori deve all’evoluzione della tecnologia: senza l’invenzione del pedale tonale e del pedale di risonanza nel pianoforte infatti, la musica non avrebbe potuto arricchirsi della forza e dei colori consentiti dalla libertà che essi consentono al prodursi del suono delle corde.

L’innovazione infatti non è il cambiamento della tecnologia: quest’ultima si evolve per ragioni spesso proprie, indipendenti dal volere di chi se ne serve. L’innovazione è data dalle opportunità che si aprono in virtù delle soluzioni che nuove tecnologie consentono ed è quindi frutto non di aspetti tecnici, ma, nel caso della musica, artistici, culturali e organizzativi. Anche noi, posti di fronte ad una tecnologia che cammina sempre di più al nostro fianco, abbiamo l’opportunità e forse la responsabilità di capire come servirci al meglio delle funzionalità a nostra disposizione. Per informarci più attentamente, per rendere produttivo il tempo che dedichiamo allo studio, al lavoro, alla famiglia, al tempo libero. Soprattutto per rendere la nostra vita più ricca e felice e non trascinarla nelle ansie e nelle frustrazioni a cui talvolta è associata l’immagine del digitale. Del resto, riprodotte al clavicembalo, le Sonate di Beethoven o i Notturni di Chopin di certo non ci resterebbero nel cuore.

Non esiste solo Google, è vero, ma soprattutto non esiste un unico Google. Molteplici sono infatti le app che il motore di ricerca mette a disposizione per arricchire e rendere più produttivo il nostro smartphone. Fra queste:

  • per chi ha un esercizio commerciale locale, Google My Business, utile per personalizzare la propria presenza nei risultati di ricerca, ma anche per comunicare aperture e chiusure, comunicare servizi (es. consegna a domicilio), eventi, offerte e prodotti e, in misura crescente, gestire le Domande e Risposte con gli utenti;
  • Google Calendar che ha visto accrescere le sue funzionalità in virtù dell’integrazione con Google Meet, ma che ha anche introdotto nuove opzioni come la visualizzazione compatta senza weekend o la condivisione dei calendari dei colleghi con densità di colori personalizzabili. Splendide le scorciatoie “g” per andare velocemente ad un preciso giorno del calendario e “c” per creare un nuovo evento;
  • Google Maps che oggi è possibile usare con ricerche legate a bisogni specifici: pizzerie che fanno consegna a domicilio, ristoranti nei pressi di un certo luogo;
  • Google Tasks, una funzionalità di Gmail non molto visibile, ma utile per segnarsi obiettivi da raggiungere e routine, di volta in volta, da rispettare;
  • Google Keep, la app di note e liste integrate nel mondo di Work;
  • Google Forms per creare questionari, raccogliere iscrizioni, realizzare quiz;
  • Google Data Studio, un eccellente strumento per creare, nel mondo professionale, dashboard grazie alle quali condividere dati e interpretazioni e così favorire lo scambio di informazioni con colleghi e clienti.

Se è vero che ciò che serve per attraversare i fiumi è inutile per scalare le montagne ed è quindi compito di ciascuno di noi dosare l’uso di tutte queste novità nell’ambito di ciò che davvero ci può permettere di suonare una misura migliore, è però stupefacente notare quanto la tecnologia abbia saputo dimostrarsi, in questi ultimi anni, ancor più abbondante e disponibile per il nostro lavoro di tutti i giorni.

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