Domenica 03 Luglio 2022

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Polvere di stelle

Cannes 2022 ritorna in sala con tanti film di qualità

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Ha preso ufficialmente il via - lo scorso 17 maggio, per concludersi il 28 - la 75esima edizione del Festival di Cannes, la prima post-pandemia che saluta il tanto atteso e pieno ritorno alle proiezioni in presenza e, dunque, anche a quell’atmosfera tipicamente festivaliera e mondana che è il segno distintivo di una manifestazione così prestigiosa a livello internazionale.
Le pellicole in concorso sono 21: soltanto 6, invece, quelle fuori concorso.

La giuria - presieduta dall’attore francese Vincent Lindon, già vincitore nel 2021 della Palma d’Oro per la migliore interpretazione in “La legge del mercato” di Stéphane Brizé - è composta dal regista iraniano Asghar Farhadi, l’attrice, regista e produttrice inglese Rebecca Hall, l’attore francese ladj Ly, lo sceneggiatore e regista americano Jeff Nichols, l’attrice indiana Deepika Padukone, la diva svedese Noomi Rapace, il regista norvegese Joachim Trier e la nostra Jasmine Trinca, a Cannes in veste di regista del suo primo lungometraggio, “Marcel!”. La cerimonia di apertura è stata presieduta dall’attrice ed ex conduttrice televisiva Virginie Efira, protagonista del film di Alice Winocour “Revoir Paris” (presente alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes) con un personaggio - Mia - scampata a un attacco terroristico.

La cerimonia è proseguita con l’assegnazione della Palma d’Oro alla carriera al sessantenne attore afroamericano Forest Whitaker, famoso per i suoi ruoli in molteplici film, tra cui “Bird” di Clint Eastwood (1988, per cui vinse a Cannes il premio come miglior interprete), “Ghost Dog-Il codice del samurai” di Jim Jarmusch (1999), “L’ultimo re di Scozia” di Kevin Macdonald (2006).

La pellicola d’apertura è stata “Coupez!” di Michel Hazanavicius, un omaggio affettuoso al genere ‘zombie’, ma anche - come ha dichiarato lo stesso regista - un film «gioioso, mette in risalto le persone dell’industria cinematografica e spero che faccia venire voglia di fare film». Tra i film italiani in concorso c’è molta aspettativa per “Nostalgia”, il nuovo film di Mario Martone tratto dall’omonimo romanzo di Ermanno Rea: ambientato sullo sfondo del rione Sanità di Napoli, vede come protagonista Pierfrancesco Favino.

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Palazzo del cinema, Cannes

Altri due titoli molto gettonati sono “Les Amandiers” di Valeria Bruni Tedeschi, che racconta la decade degli anni 80’ trascorsa alla scuola di teatro di Patrick Chereau a Parigi; e “Le otto montagne” di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, coproduzione italo-franco-belga con Luca Marinetti e Alessandro Borghi che traspone sul grande schermo l’omonimo romanzo di Paolo Cognetti, vincitore nel 2017 del Premio Strega.

Fuori concorso, invece, troviamo - nella sezione Cinéfondation riservata alle opere degli studenti delle scuole di cinema - “Il barbiere complottista” di Valerio Ferrara e nella Quinzaine des Réalisateurs “Scarlet” di Pietro Marcello: mentre Marco Bellocchio presenta “Esterno notte”, opera attualmente in sala e destinata alla fruizione televisiva il prossimo autunno, in cui il regista emiliano ripercorre per la seconda volta dopo “Buongiorno Notte” del 2003 la tragica vicenda del rapimento di Aldo Moro.

Come si è detto, anche Jasmine Trinca - già passata dietro la macchina da presa nel 2020 con il cortometraggio “Being My Mom”, surreale viaggio in una periferia romana deserta e assolata di una madre e una figlia con al seguito una grossa valigia - si presenta a Cannes gareggiando per il premio Camera d’Or, dedicato agli esordienti. “Marcel!” è interpretato dalle medesime interpreti di “Being My Mom”, Alba Rohrwacher e la piccola Maayane Conti insieme a un cast di stelle del cinema italiano - da Giovanni Ralli, Umberto Orsini e Giuseppe Cederna a Paola Cortellesi, Valeria Golino e Valentina Cervi - per proseguire il racconto di un legame madre-figlia complesso e, a tratti, tormentato.

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"Marcel" di Jasmine Trinca

«A noi ragazze prende una strana sindrome, a un certo punto - ha spiegato la Trinca presentando il film alla stampa - cioè quella di accettare di assumere un ruolo diverso, e dopo 20 anni di interprete come attrice, dopo tanti incontri ed esempi di chi ha provato a ribaltare lo sguardo, mi sono detta di provare a guardare le cose da un’altra parte e tentare di raccontarle agli altri. Abbiamo scritto il film pensando ad Alba [Rohrwacher] come protagonista, non ho mai potuto immaginare di interpretare il film perché è talmente impegnativo fare la regia che mi era impossibile anche recitarlo».

“Marcel!” è per stessa ammissione della regista un modo per approfondire e risolvere la relazione conflittuale con la figura materna: «Mia madre non era ablativa, ma mi ha trasmesso che cosa era il femminile. Il film è un tentativo di fare pace con lei e di ringraziarla attraverso una rielaborazione favolistica del vissuto, cercando di comprenderlo, esorcizzarlo, renderlo universale».

A Cannes 2022 arrivano anche gli echi della guerra tra Russia e Ucraina attualmente in corso, con la proiezione di “La moglie di Ciajkovskij”, l’ultimo film del russo Kirill Serebrennikov, dissidente rispetto al regime di Putin. «Sono sicuro che l’arte e le personalità artistiche sono in grado di far fermare la guerra. Pensiamo almeno che un giorno finirà e vivremo in un’Europa pacifica», ha sottolineato il regista nel corso della prima. Thierry Frémaux - delegato generale del Festival - ha, del resto, evidenziato come venga negato l’accesso alla Kermesse a «funzionari russi, enti governativi o giornalisti che rappresentano la linea ufficiale […] mostreremo un sostegno assoluto e non negoziabile al popolo ucraino».

Tra i divi e le dive attesi sulla Croisette, ricordiamo anche Tom Cruise con “Top Gun: Maverick” di Joseph Kosinski, presentato fuori concorso; così come Kristen Stewart, Léa Seydoux e Viggo Mortensen, tutti nell’ultimo film di David Cronenberg, il body horror “Crimes of the Future”.

Nutrito anche il numero dei cineasti in lizza per la Palma d’Oro, dai già citati Martone, Valeria Bruni Tedeschi e Cronenberg, al James Gray di “Armageddon Time” con Anne Hathaway e Anthony Hopkins, per arrivare al coreano Park Chan-wook di “Decision to Leave” e ai belgi fratelli Dardenne (già vincitori nel 1999 con “Rosetta”) di “Tori e Lokita”, storia dell’amicizia tra due giovani africani immigrati nel Belgio dei giorni nostri.

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