Domenica 01 Novembre 2020

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

Il racconto

Noi e i pappagalli sensibili come i bambini

San Michele, compie 40 anni l’allevamento che debuttò coi falchi. Nelle voliere, adesso, 280 coppie di pennuti

Noi e i pappagalli sensibili come i bambini

Infine, abbiamo capito che: 1) i pappagalli sono affettuosi quanto i bambini; 2) i pappagalli maschi preferiscono le umani femmine almeno quanto i pappagalli femmine preferiscono gli umani maschi; 3) i pappagalli, se sedotti e ripudiati dal genere umano, accusano disturbi psicologici; 4) i pappagalli sono affettuosi come i cani, ma hanno meno esigenze e, soprattutto, incidono molto poco sui bilanci famigliari; 5) non tutti i pappagalli si chiamano Loreto o Portobello, ma questo lo si poteva immaginare anche senza imbattersi nel fantastico mondo dei pennuti colorati. E, soprattutto, in uno degli allevamenti più importanti d’Italia.

Sta oltre San Michele, in direzione Quargnento, ovvero nella periferia della periferia. Se (quando si poteva) siete venuti da queste parti per pedalare, camminare o correre (sono le strade sulle quali si allena la maratoneta Valeria Straneo), non vi sarà sfuggito il rumoreggiare proveniente da ampie voliere dove trovano possibilità di svagarsi ben 280 coppie di pappagalli, tutti nati in Italia perché, dall’epidemia di aviaria del 2004, le importazioni sono bloccate.

Qui gli uccelli c’erano già e dunque si è lavorato con quelli, facendoli riprodurre e crescere. “Lavorare” è il verbo giusto, trattandosi di una famiglia di professionisti del settore a cominciare da Carmelo Ermelindo, 66 anni, grande esperto della materia che ha trasmesso competenze e passione alla figlia Luisa, la quale ora sta instradando, a piccoli passi, i figlio di 14 e 9 anni, troppi piccoli per immaginarsi un futuro qui, ma abbastanza grandi per trasmettere (e ricevere) amore da animali le cui caratteristiche sono state elencate all’inizio di questo scritto.

In questo tormentato 2020, l’allevamento festeggia quarant’anni di attività. Carmelo cominciò con la falconeria, per poi passare a oche, cigni e affini, «ma niente animali da cibo, solo da giardino. Sono seguite importazioni di uccelli da Africa, Usa e Asia, che la famiglia Ermelindo vendeva a negozietti e gaden.

Dopo una parentesi dedicata alle carpe, ecco i pappagalli, diventati poi gli unici signori del reame. «Sono animali molto affettuosi, che danno grandi soddisfazioni - spiega Luisa - Hanno intelligenza spiccata e lo dimostrano quando parlano. Non si limitano a ripetere, come fanno i merli indiani, ma sanno rispondere a tono, imitando le voci. Ad esempio, se un bambino dice “mamma”, loro diranno “mamma” allo stesso modo».

Luisa ha i suoi pappagalli che non venderà mai: «Sono affezionata a loro ed è come se avessero quasi un bisogno fisico di avermi vicino».

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