Sabato 30 Maggio 2020

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

L’appello

«Pipistrelli utili per l’ecosistema, non sono pericolosi »

«Pipistrelli utili per l’ecosistema, non sono pericolosi »

Giù le mani dai pipistrelli. Sarebbe ormai accertato che il virus responsabile della pandemia abbia molte similitudini con quello presente nei pipistrelli rinolofili cinesi, ma è altrettanto vero «che nessun coronavirus potenzialmente dannoso per l’uomo è stato isolato in Italia o in Europa e la prossimità di pipistrelli all’uomo, come ad esempio quella che si realizza in presenza di colonie di questi mammiferi in aree abitate, non pone rischi di trasmissione di Sars-CoV-2». A precisarlo è l’Ispra, istituto superiore per la ricerca ambientale, insieme agli operatori dell’ente Aree protette dell’Appennino Piemontese che da qualche anno organizzano incontri informativi sulla presenza e l’importanza dell’animale.

«In Italia la propagazione dell'epidemia è possibile esclusivamente con il contagio da uomo a uomo. Non dobbiamo dunque temere i pipistrelli», spiegano dall’ente. I chirotteri, in Italia, si nutrono di invertebrati e sono degli eccezionali insetticidi naturali, la cui attività è particolarmente preziosa in agricoltura, svolgendo quindi un importante servizio ecosistemico sopprimendo insetti effettivamente o potenzialmente nocivi alla salute umana, ai coltivi e ai boschi. Insomma: «la presenza di pipistrelli anche in prossimità di aree abitate costituisce un elemento positivo e non deve causare preoccupazione».

È bene ricordare che i pipistrelli italiani e i loro rifugi sono strettamente tutelati dalla legge del nostro Paese e dalle norme comunitarie, che ne vietano, tra l’altro, l’uccisione, l’alterazione o la distruzione dei siti in cui essi sostano, si riproducono o svernano.

Non tutti sanno che in Italia sono presenti 32 specie di chirotteri. Di queste, 14 sono state indicate da I.U.C.N. (International Union for Conservation of Nature) minacciate per la loro conservazione e 8 rischiano a breve l’estinzione.

I guardiaparco pertanto svolgono regolarmente almeno due volte l’anno il monitoraggio della presenza dei chirotteri sul territorio ed in particolare nelle vecchie miniere del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, utilizzate da questi piccoli mammiferi per il riposo diurno e lo svernamento.

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