Giovedì 04 Giugno 2020

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

novi ligure

Pernigotti vince al Tar, annullata la variante anti speculazioni

L'amministrazione aveva deciso che la fabbrica doveva essere ricollocata esclusivamente all’interno del territorio comunale

pernigotti stabilimento

L'area dello stabilimento

NOVI LIGURE — Pernigotti vince al Tar contro il Comune di Novi Ligure. Gli avvocati dell’azienda dolciaria hanno ottenuto dai giudici amministrativi di Torino l’annullamento della delibera con cui il consiglio comunale il 20 aprile 2019 aveva modificato il piano regolatore con una variante parziale.

La delibera introduceva una condizione che di fatto impediva speculazioni edilizie sull’area dello stabilimento, collocato tra viale Rimembranza, via Crispi e via IV Novembre, a meno che la fabbrica non venisse ricollocata esclusivamente all’interno del territorio comunale di Novi Ligure.

Pernigotti, con il responsabile della divisione legale Eduardo Di Mauro, ha ottenuto dal Tar Piemonte l’annullamento della delibera. La direzione legale di Pernigotti si è avvalsa di un team composto dagli avvocati Alessandro Botto, Giacomo Testa e Fabiana Ciavarella. La sentenza è stata resa nota ieri.

La delibera era stata approvata da parte dell’amministrazione Muliere ma era stata in un certo senso confermata dalla giunta di Gian Paolo Cabella, che aveva deciso di resistere in giudizio. La variante prevedeva che l’area dello stabilimento – 33 mila metri quadrati – potesse essere riconvertita in case o uffici solo nel caso in cui la produzione venisse trasferita da qualche parte all’interno del territorio comunale novese. Così facendo impediva ai Toksoz eventuali speculazioni edilizie sull’area.

Già prima dell’approvazione della delibera la proprietà della Pernigotti aveva inviato un municipio una serie di osservazioni. Secondo gli avvocati, la variante avrebbe inibito «il diritto di godere in modo pieno del complesso immobiliare» e impedito «alla società di determinarsi liberamente sulle scelte strategiche inerenti alla propria attività imprenditoriale». Inoltre, la variante si sarebbe tradotta «in una misura ablatoria [un esproprio; ndr] senza indennizzo».

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