Lunedì 26 Ottobre 2020

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Economia

Protopapa: «Il 2020 sarà l’anno del Cortese»

«Un vitigno storico piemontese da promuovere in tutte le sue dimensioni»

Protopapa: «Il 2020 sarà l’anno del Cortese»

Marco Protopapa con Alice Ronchi

ACQUI TERME - Tremila ettari coltivati, 1 DOCG e 4 DOC, oltre 13 milioni di bottiglie prodotte nel 2019 con l’85% di esportazione all’estero ma soprattutto una lunga e nobile tradizione documentata fin dal 17esimo secolo, sono questi i numeri e le premesse dell’iniziativa “2020 Anno del Cortese” che, come l’altro vitigno storico piemontese, il Dolcetto cui è stato dedicato il 2019,  sarà protagonista di una specifica campagna di promozione che vedrà in campo la Regione Piemonte, i 3 Consorzi di Tutela, le Enoteche Regionali e le Botteghe del vino. 

Un programma di valorizzazione promosso da VisitPiemonte - la società in house della Regione Piemonte partecipata anche da Unioncamere, che opera per la valorizzazione turistica e agroalimentare del territorio - tramite i propri canali di comunicazione web e social, con la realizzazione di un video dedicato al vitigno, la creazione di una pagina web sul sito visitpiemonte.com e la diffusione del calendario eventi in programma.

«La Regione dedica il 2020 ed il 2021 al rilancio del Cortese, un prodotto poco valorizzato rispetto ad altri vini bianchi piemontesi che si sono affermati sul mercato nazionale ed estero – spiega l’Assessore all’Agricoltura Marco Protopapa - Per questo abbiamo avviato un progetto di valorizzazione e marketing per dare visibilità ad un vitigno storico del Piemonte e al territorio di produzione principalmente nell’Alessandrino, poi nelle colline Astigiane e in parte nel Cuneese. Attraverso il sostegno dell’Assessorato, i consorzi di tutela, le enoteche regionali e le botteghe del vino, insieme a Visit Piemonte, hanno realizzato un programma di iniziative diffuse a livello regionale e nazionale, per un’azione significativa di promozione sia del prodotto vino, sia del territorio a livello turistico».

(Continua dopo la foto)

«I vini piemontesi sono veri e propri ambasciatori del territorio e, insieme agli altri prodotti agroalimentari e alla gastronomia, occupano un posto di primaria importanza nella promozione turistica della nostra regione  – sottolinea Luisa Piazza, Direttore generale di VisitPiemonte – L’iniziativa “2020 Anno del Cortese” rappresenta occasione per dare visibilità e valore al nostro territorio, ai produttori e alle tipicità territoriali».

Vitigno autoctono a bacca bianca di millenario stanziamento, il Cortese, conosciuto anche con i termini dialettali di Corteis, Courteis e Courteisa, inonda di luce le colline piemontesi a sud di Alessandria, da Ovada fino ai Colli Tortonesi, in provincia di Asti sulla sponda destra del Tanaro e di Cuneo, in bassa Valle Belbo. Il vino, dalle alte concentrazioni zuccherine, elevata acidità e bassa alcolicità sono le sue caratteristiche principali, insieme al colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, dall’odore delicato e dal sapore fresco e secco. Note espresse in vini morbidi e delicatamente profumati, diversi a seconda della zona di coltivazione, nei Gavi o Cortese di Gavi DOCG (1998), Colli Tortonesi Cortese DOC (1973), Cortese dell’Alto Monferrato DOC (1979), Piemonte Cortese DOC (1994), Monferrato Casalese Cortese DOC (1994). Ma tra le espressioni del vitigno spicca anche la versione “Marengo”, di nuova introduzione nel disciplinare Piemonte Doc Cortese: vini spumanti o frizzanti ottenuti con uve Cortese coltivate nel territorio della celebre battaglia di Marengo; un’ampia area  che si estende nel sud del Piemonte tra le province di Asti, Alessandria e Cuneo, dove il 14 giugno 1800 le truppe francesi di Napoleone Bonaparte si scontrarono con quelle austriache. 

A rappresentare la campagna, l’immagine grafica realizzata dall’artista Alice Ronchi. 

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