Mercoledì 25 Novembre 2020

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

L'appello

Postali esasperati: «Anche noi in prima linea, serve più rispetto»

Bisio (Slp Cisl): «Dipendenti ogni giorno a rischio contagio, e subiscono anche insulti»

Postali esasperati: «Anche noi in prima linea, serve più rispetto»

ALESSANDRIA - I dipendenti di Poste Italiane sono al limite della sopportazione. Come tanti di questi tempi, impiegati e portalettere continuano a offrire i loro servizi mettendo a rischio la propria salute. Per questo, chiedono al Governo maggiore chiarezza e agli utenti più rispetto e comprensione. «Quotidianamente – dichiara Lorenzo Bisio, coordinatore territoriale di Slp Cisl - oltre che con il rischio contagio dobbiamo fare i conti con gli alterchi e gli insulti di coloro che omettono le più elementari norme di sicurezza e sfogano le proprie frustrazioni nei confronti di chi, tra molte difficoltà e disagi, continua a operare al servizio della cittadinanza». Con gli accessi contingentati, trovare code di persone in attesa all'esterno degli uffici postali è ormai consuetudine. «Il sistema di afflusso nei saloni e la relativa cartellonistica che stabilisce il numero massimo di clienti che possono stazionare all’interno degli uffici sono uguali in tutta Italia e non possono essere modificati a seconda del “sentimento popolare”. È inutile, perciò, polemizzare con i nostri operatori, meri esecutori di ordini e procedure impartiti dall'alto», aggiunge Bisio.

I postali chiedono al Governo una più efficace comunicazione diretta agli utenti, per far capire loro come sia assolutamente necessario evitare spostamenti da comune a comune per operazioni «non strettamente necessarie. Purtroppo contiamo già alcuni casi anche all'interno dei nostri uffici. Occorre utilizzare quanto più possibile gli sportelli dei comuni di residenza (salvo chiusure o razionalizzazioni temporanee) o i servizi telematici. Se si continuano ad affollare gli uffici postali si mette in crisi la sicurezza degli addetti e degli stessi clienti. Inoltre, si contribuisce ad allungare i tempi di attesa per chi deve svolgere operazioni effettivamente urgenti».

Impiegati e portalettere si sentono a tutti gli effetti in prima linea e pretendono maggiori tutele e più cooperazione dai cittadini: «Siamo consapevoli del nostro ruolo di coesione sociale – conclude Bisio – che continueremo a esercitare con coscienza, professionalità ed educazione. Nessuno vuole sottrarsi a questo compito, ma da parte di tutti servono più responsabilità e collaborazione. Solo così riusciremo a far fronte e a vincere questa terribile sfida che ci coinvolge tutti».

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