Lunedì 08 Marzo 2021

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L'anniversario

Boris Pasternak, il 'doodle' di Google omaggia l'autore

Il 10 febbraio 1890 nasceva il celebre autore de “Il Dottor Zivago”

Boris Pasternak, il 'doodle' di Google omaggia l'autore

ALESSANDRIA - 131 anni fa nasceva Boris Leonidovic Pasternak, poeta e scrittore russo. Ma chi era il famoso scrittore che, nel 1958, rifiutò il premio Nobel per la letteratura? Ripercorriamo alcuni momenti della sua storia.

Boris Pasternak nacque a Mosca il 10 febbraio 1890, da una famiglia intellettuale di origine ebrea, la madre era pianista, il padre un noto pittore; poeta precoce, frequentò i circoli letterari e artistici dell’Avanguardia futurista. Nel corso della Prima guerra mondiale e della guerra civile tra bolscevichi e zaristi, fu esonerato dal servizio militare a causa della sua salute cagionevole e pertanto, lavorò come bibliotecario dedicandosi all’attività letteraria. Dopo numerosi viaggi, in Svizzera e in Italia, maturò la decisione di dedicarsi alla poesia; esordì come poeta nel 1914, pubblicando la sua prima raccolta “Un gemello nelle nuvole”, trattando temi politici e declamatori. Negli anni Trenta però, deluso dagli sviluppi della politica, iniziò a seguire il suo spirito più autentico, ricco di immagini relative alla natura e di atmosfere molto profonde e intimiste. Una vena artistica non apprezzata e fortemente ostacolata da Stalin che, in quegli anni, ordinò la repressione di tutti gli intellettuali considerati “deviazionisti e borghesi”.

In questo clima, Boris Pasternak, sospettato di anti bolscevismo e costretto a vivere sempre più isolato, lavorò al suo primo e unico romanzo “Il Dottor Zivago”; il romanzo venne rifiutato dall’Unione degli scrittori, che nel contesto del regime, non poteva permettere la pubblicazione di un libro fortemente autobiografico e rivelatore dei retroscena più oscuri della rivoluzione di ottobre. Il governo bandì la stesura dell’opera e l’autore subì persecuzioni intellettuali da parte dei servizi segreti, che lo costrinsero alla povertà e all’isolamento. Fortunatamente, il romanzo riuscì a superare i confini e, nel 1957, venne pubblicato per la prima volta in Italia, dalla Giangiacomo Feltrinelli Editore. La diffusione dell’opera fu rapida in occidente, grazie alla traduzione in più lingue e in pochissimi anni, divenne una preziosissima testimonianza della realtà sovietica.

L’anno successivo, 1958, Pasternak vinse il Premio Nobel per la letteratura, premio che fu costretto a rifiutare in seguito alle pressioni del Kgb russo: l’accettazione del Nobel avrebbe dato seguito all’espulsione dello scrittore dalla Russia e alla confisca di tutte le sue proprietà. Per tutte queste ragioni e con profondo rammarico, Pasternak comunicherà all'organizzazione del premio, la sua rinuncia per motivi di ostilità del suo Paese. Morirà due anni dopo, nel 1960, a Peredelkino. I suoi funerali si svolsero in forma semiclandestina.

Il romanzo fu finalmente pubblicato legalmente in Russia nel 1988: nel 1989 il figlio dell’autore, Evgenij Pasternak, si recherà in Svezia per ritirare il premio spettante al padre ben 31 anni prima.

Così scriveva, il “papà” del Dottor Zivago: “Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita”. Quella vita che Pasternak tanto amava, ma che tanti, troppi non compresero, né apprezzarono.

 

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