Martedì 02 Marzo 2021

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

Il sindacato

"Amministrazione penitenziaria, ora una donna al vertice"

"Amministrazione penitenziaria, ora una donna al vertice"

Il carcere di San Michele

ALESSANDRIA - "Dopo che all’interno dell’amministrazione penitenziaria per decenni hanno primeggiato, esclusivamente, figure maschili a nostro avviso improduttive di effettivi miglioramenti nei risultati e nelle condizioni di vita e di lavoro delle carceri, in un sistema in cui sopravvive una classe dirigente abituata a 'marcare il territorio' anche rispetto a privilegi oramai datati, deleteri e dispendiosi, qualora a seguito dell’insediamento della nuova Guardasigilli Marta Cartabia non venisse riconfermato l’attuale capo del Dap Bernardo Petralia, risulterebbe indispensabile immaginare la designazione, quale vertice, di una figura femminile di prestigio": è quanto si legge in una nota a firma di Leo Bedeuci, segretario generale dell’Osapp - Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria.

Secondo il sindacato, la possibile e auspicabile stagione di riforme che attende l’amministrazione penitenziaria - "riguardo sia a una nuova e più proficua organizzazione del Corpo (il cui Regolamento data oramai al 1999) per un 'rinvigorimento' delle funzioni legate al trattamento rieducativo della popolazione detenuta e nelle attribuzioni di Polizia legate alla effettiva sicurezza delle carceri e nel rapporto con gli altri Corpi, oltre che rispetto ad una esecuzione penale efficace ed utile per il produttivo reinserimento sociale dei detenuti (per garantire una migliore convivenza civile)" - "abbisognano - si legge ancora  di una attività creativa e di adeguata sensibilità, sganciata da logiche di spartizione, che solo una figura femminile potrebbe in questo momento garantire. Se nell’amministrazione penitenziaria si lavora nel carcere e per il carcere, per ottenere finalmente meno carcere nella società, la scelta di una donna al vertice - conclude Beneduci - appare indispensabile per porre fine alle lotte di potere interne, che già si affacciano a rivendicare con il nuovo Governo le migliori poltrone, vantando risultati e competenze di fatto inconsistenti negli anni per il personale e per l’utenza”.

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