Martedì 02 Marzo 2021

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Dossier Spinetta

Dalla falda inquinata i gas pericolosi entrano in alcune case dalle cantine

Lo studio Arpa a nord est del polo chimico 

Dalla falda inquinata i gas pericolosi entrano in alcune case dalle cantine

SPINETTA MARENGO - La falda che scorre sotto Spinetta Marengo, per buona parte compromessa dal disastro ambientale acclarato dalla sentenza della Cassazione del dicembre 2019, rilascia sostanze pericolose in superficie. E lo fa introducendo i suoi “vapori” anche attraverso le fondamenta delle abitazioni.

Le indagini sono state svolte lo scorso anno dagli esperti dell’Arpa - Dipartimento di Alessandria e Asti - in alcune case al confine nord est del polo chimico. Sulla base dei risultati sin qui ottenuti non c’è superamento delle soglie di esposizione della popolazione fissate a livello internazionale, ma si tratta comunque di sostanze tossico nocive che vanno tenute sotto controllo. E che fuoriescono dalla falda solo ed esclusivamente in alcune aree di Spinetta (non è coinvolto tutto il sobborgo).

I dati pubblicati sul sito dell’Agenzia, dunque, che riguardano appunto solo alcune zone, e riferiti al luglio 2020 - campagna di monitoraggio di composti clorurati in aria e ambiente indoor e outdoor (in casa e fuori, ndr) - sono significativi di una situazione da monitorare.

Ecco le conclusioni
«Nella prima fase dell’indagine - si legge sul sito dell’Agenzia Ambientale - sono stati prelevati campioni di aria direttamente da tombini-fori-botole sulla pavimentazione delle cantine allo scopo di caratterizzare i composti organici che maggiormente esalavano dalla falda inquinata.

L’indagine svolta a gennaio-febbraio 2020 e ripetuta a giugno 2020 ha permesso di appurare la presenza di fenomeni di esalazione di cloroformio, tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene, tricloroetilene presso le case di Spinetta Marengo poste a nord-est del polo chimico. L’accertamento è dunque proseguito - continua la relazione - mediante campionamenti volti a misurare le concentrazioni degli stessi inquinanti su un arco temporale di 14 giorni negli ambienti di vita indoor (in casa) e outdoor (fuori casa).

I campionamenti in ciascuna casa hanno interessato tre punti: cantine, piani fuori terra e ambiente esterno in modo tale da correlare le concentrazioni esalate a livello del suolo con quelle legate alle esposizioni negli ambienti di vita. I risultati hanno portato ad individuare un’area interessata da inquinamento indoor da sostanze clorurate dove i dati evidenziano la presenza di carbonio tetracloruro, cloroformio e, in minor misura, tetraclororetilene e tricloroetilene negli scantinati e nei piani fuori terra delle abitazioni. Ciò è plausibile considerato che tale zona insiste sull’areale di falda maggiormente inquinato esterno al polo chimico».

«Alla luce dei risultati - si legge ancora - si evidenzia la necessità di proseguire le campagne di misura di ‘vapour intrusion’ (intrusione di vapore) al fine di monitorare gli andamenti degli inquinanti indoor (in casa) in relazione alla stagionalità ed agli andamenti della falda».

Il lavoro di Arpa
È stata l’Arpa di Alessandria, nel corso del 2020, ad attivare un monitoraggio periodico all’interno di alcune abitazioni limitrofe al polo chimico di Spinetta Marengo proprio per verificare se vi fossero possibili vie di fuga di composti organici volatili ancora presenti in falda, attraverso il terreno e le fondamenta delle abitazioni «sulla base dei noti fenomeni di ‘vapour intrusion’».

Per questo sono state condotte campagne stagionali, collegate all’andamento della falda, in alcune abitazioni collocate nell’area sopra le zone dell’acquifero maggiormente contaminato da composti volatili a base di cloro.

"In particolare - scrive l’Agenzia - l’indagine si è incentrata su quattro composti che risultano presenti in concentrazioni significative come inquinanti della falda e hanno, per loro caratteristiche fisico-chimiche, maggior propensione a volatilizzare esalando dal terreno sotto forma di gas (cloroformio, tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene, tricloroetilene). Sono state scelte di preferenza abitazioni che avessero dei locali interrati, che possono costituire una via di fuga preferenziale delle sostanze attraverso fondamenta, fori di aerazione, fessurazioni della struttura e condotte".
I risultati sono a disposizione sul sito dell’Arpa.

Il monitoraggio gennaio-marzo 2020: leggi qui

Il monitoraggio gennaio-giugno 2020: leggi qui

Il monitoraggio di luglio 2020: leggi qui

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